La neutralità elvetica non deve essere una gabbia

Michele Rossi, Avvocato ed ex diplomatico
La neutralità ha accompagnato la Svizzera nei suoi secoli di storia. Ma la sua forza non è mai stata quella di essere un dogma immutabile. Al contrario, è sempre stata una scelta politica al servizio di un obiettivo ben preciso: garantire l'indipendenza, la sicurezza e il benessere del nostro Paese. È proprio questa tradizione che l'iniziativa rischia di tradire.
La Svizzera è neutrale per scelta. Per scelta significa che la neutralità è stata adottata perché utile agli interessi della Confederazione, non perché rappresenti un valore assoluto da anteporre a qualsiasi altra considerazione. La neutralità è uno strumento della politica estera, non il suo fine.
La storia svizzera ci insegna che il nostro Paese ha saputo sopravvivere e prosperare grazie al pragmatismo. Ha sempre saputo adattarsi ai profondi cambiamenti della situazione internazionale senza rinunciare ai propri principi fondamentali. È questo equilibrio ad aver reso credibile la neutralità svizzera.
L'iniziativa, invece, pretende di cristallizzare nella Costituzione una determinata interpretazione della neutralità, togliendo alle autorità il margine di manovra necessario per affrontare crisi che oggi nessuno è in grado di prevedere. Guerre, conflitti economici, attacchi informatici, nuove minacce ibride: il mondo cambia rapidamente e la Svizzera deve poter decidere, caso per caso, come tutelare al meglio i propri interessi.
Vi è poi un rischio concreto. Impedire la partecipazione a sanzioni economiche significherebbe isolare la Svizzera rispetto ai suoi partner. In alcune circostanze potremmo persino diventare il punto attraverso cui aggirare le sanzioni internazionali, esponendoci a ritorsioni economiche e diplomatiche. Sarebbe un paradosso: un'iniziativa nata per proteggere il Paese finirebbe per renderlo più vulnerabile.
Infine, vale la pena ricordare che la neutralità svizzera esiste già e che non siamo chiamati alle urne per decidere se mantenerla o se abolirla. E proprio questa neutralità, quella che già esiste, ha dimostrato la propria efficacia nel corso del tempo. È la neutralità che ci ha consentito di preservare l'indipendenza del Paese, di mantenere relazioni costruttive con partner molto diversi tra loro e di tutelare i nostri interessi in un contesto internazionale instabile. Non vi è quindi alcuna necessità di reinventarla o di irrigidirla. È questa la tradizione vincente che merita di essere difesa.
La neutralità ha funzionato proprio perché non è mai stata una camicia di forza. È stata uno strumento al servizio della Svizzera, non una regola da applicare ciecamente indipendentemente dalle conseguenze. La neutralità ci ha resi liberi di scegliere. Non trasformiamola nella ragione per cui non possiamo più farlo.



