Cerca e trova immobili
Svizzera

Frontalieri, la Svizzera batte tutti in Europa. Rubano davvero il lavoro ai residenti?

Un nuovo libro analizza cause, numeri e ripercussioni del fenomeno, offrendo risposte a miti e domande frequenti.
Frontalieri, la Svizzera batte tutti in Europa. Rubano davvero il lavoro ai residenti?
ArchivioTiPress
Fonte Ats
Frontalieri, la Svizzera batte tutti in Europa. Rubano davvero il lavoro ai residenti?
Un nuovo libro analizza cause, numeri e ripercussioni del fenomeno, offrendo risposte a miti e domande frequenti.

La Svizzera è diventata il paese europeo che impiega il maggior numero di lavoratori frontalieri, oltre 400'000. Un nuovo libro, firmato tra gli altri dagli ex consiglieri nazionali socialisti Stéphane Rossini (VS) - che è stato anche direttore dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali - e Jean-Claude Rennwald (JU), vuole far chiarezza su un fenomeno in continua crescita, sfatando miti e analizzando sfide e opportunità.

Il lavoro frontaliero in Svizzera ha raggiunto dimensioni senza precedenti in Europa: lo certifica il volume «Le travail frontalier en Suisse - 30 questions», pubblicato dalle edizioni Alphil, che attraverso dati statistici e analisi risponde ai principali interrogativi su un fenomeno spesso al centro di dibattiti e polemiche. Nel 1978, dopo la crisi del 1974-75, i frontalieri erano 84'000; oggi sono oltre 400'000, un balzo che non è stato lineare, ma che ha conosciuto un'accelerazione decisiva dopo l'entrata in vigore dell'accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e Ue nel 2000, favorito anche dalla robustezza dell'economia elvetica.

L'opera, curata anche dal giornalista Daniel Droz (Arcinfo) e dal geografo Alexandre Moine, si concentra sulle tre aree che da sole assorbono oltre l'80% della manodopera frontaliera: la Svizzera romanda, il Ticino e i due cantoni di Basilea. I temi toccati sono molteplici: occupazione, salari, dumping sociale, sicurezza sociale, fiscalità, ma anche formazione, alloggi, pianificazione territoriale, trasporti, telelavoro e il delicato rapporto tra frontalieri e lavoratori residenti, nonché quello fra gli stati, come pure con le autorità di Bruxelles.

Che figura è quella del lavoratore frontaliero? I frontalieri sono pagati meno? Rubano il lavoro ai lavoratori residenti? Per Rennwald, ex sindacalista giurassiano, i riflessi xenofobi verso i frontalieri sembrano oggi meno marcati rispetto a qualche decennio or sono. Potrebbero però attenuarsi ulteriormente se aumentasse l'uso dei trasporti pubblici: il traffico sulle strade e sulle autostrade, con i suoi eterni ingorghi, resta infatti una delle principali fonti di attrito tra comunità.

«Il lavoro transfrontaliero è il risultato della globalizzazione e dello sviluppo diseguale nel sistema capitalista: per questo motivo sarà possibile regolamentarlo solo attraverso la costruzione di una Svizzera e di una Europa sociali», scrivono gli autori.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE