Casse malati, la stangata (media) stimata al 5% ma in Ticino sarà di sicuro di più

Costi sanitari in aumento in arrestabile, e a pagare saranno ancora gli assicurati. Le stime di bonus.ch. C'è anche chi rischia un aumento del 20%. Più di un ticinese ogni due cambierà cassa malati.
ZURIGO - Nonostante il risanamento delle riserve delle casse malati, anche nel 2027 gli assicurati svizzeri dovranno fare i conti con un nuovo aumento dei premi.
Secondo le stime di bonus.ch, basate sui dati più recenti, l’incremento medio in Svizzera dovrebbe oscillare tra il 4,5% e il 5%, ma per alcuni assicurati i rincari potrebbero arrivare fino al 20%.
Come ogni anno, la conferma da parte dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è attesa indicativamente per fine settembre.
Un'altra stangata in arrivo
Nel 2026, lo ricordiamo, il rincaro medio è del 4,4% (in Ticino, com'è triste abitudine, era stato del 7,6%). Difficile pensare a un'inversione di tendenza, tanto a livello locale quanto nazionale. Il motivo è sempre legato ai costi sanitari (vedi sotto).
L'analisi di bonus.ch prevede che solo un rallentamento più deciso dei costi sanitari potrebbe limitare l’aumento medio tra il 3,5% e il 4,2%. Viceversa, se le spese per il 2026 dovessero superare le attese o se la riforma delle tariffe ambulatoriali comportasse ulteriori costi, i premi potrebbero superare il rincaro mediano del 5-6%.
La media nazionale è, ovviamente, solo un'approssimazione e non tiene conto delle realtà cantonali e delle singole polizze e/o compagnie assicurative. Alcune casse o categorie tariffarie, secondo le previsioni, potrebbero vedere aumenti superiori al 10% e, nei casi peggiori, i premi individuali potrebbero salire fino al 20%. In situazioni eccezionali, legate a riposizionamenti tariffari, i rincari potrebbero teoricamente arrivare al 50%, anche se bonus.ch considera questi casi estremi e non rappresentativi della tendenza generale.
Le spese sanitarie restano in crescita (soprattutto Spitex, psicoterapia e fisioterapia)
L’aumento delle spese coperte dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) resta il principale motore dei rincari. Nel secondo trimestre del 2026, la crescita dei costi è stata dello 0,4% su base annua, in calo rispetto al 2,9% del primo trimestre.
Tuttavia, questo rallentamento è in parte dovuto a ritardi di fatturazione legati all’introduzione del nuovo sistema tariffario per le prestazioni ambulatoriali, che ha temporaneamente ridotto i costi contabilizzati negli ospedali.
Alcuni settori continuano però a registrare aumenti ben superiori alla media: l’assistenza domiciliare (SPITEX) segna +14% nel primo trimestre e +15% nel secondo, mentre le spese per psicologi e psicoterapeuti crescono rispettivamente del 10% e dell’11%. Anche fisioterapisti (+7%), medici ambulatoriali (+6-7%), laboratori (+6%), farmacie (+5%) e strutture medico-sociali (+3-4%) mostrano incrementi significativi.
In Ticino i costi in lievissimo calo
Le differenze tra cantoni sono marcate: nel secondo trimestre 2026, Sciaffusa ha visto i costi salire del 9,6%, mentre Zugo ha registrato un calo dell’8,7%. Anche Glarona, Grigioni, Giura e Zurigo hanno avuto aumenti superiori alla media nazionale, mentre Soletta, Basilea Città, Berna, Turgovia e Ginevra hanno visto una diminuzione provvisoria dei costi.
Il Ticino si piazza a metà classifica, con una riduzione dei costi pari allo 0,1%. Questo potrebbe far “ben sperare”, se così si può dire, in un rincaro non drammatico come quelli degli anni scorsi.
Il nostro cantone il più colpito, quindi più “mobile”
Gli ultimi quattro anni sono stati molto pesanti per il Ticino, che è stato il cantone più colpito con un aumento totale poco al di sotto del 40% (9,2% nel 2023, 10,5% nel 2024 e 2025 e 7,1% nel 2026).
«È quindi logico che sia la Svizzera italiana a mantenere il tasso più elevato di passaggi a nuovi assicuratori», scrive bonus.ch, seppure con un calo significativo dal 21% nel 2025 al 13% nel 2026. Nella Svizzera tedesca e nella Svizzera romanda, questa percentuale è passata dal 17% al 10%.
Nella Svizzera italiana, però, il 61% delle persone assicurate prevede di passare a una nuova cassa malati, «un livello record che riflette una forte insoddisfazione nei confronti del sistema attuale». Al contrario, nella Svizzera tedesca prevale la stabilità: l'86% di chi ha risposto al sondaggio di bonus.ch non intende disdire la propria assicurazione. Si registra un'alta fedeltà anche in Romandia (71%).
Il dibattito sulle riserve
La politica di riduzione delle riserve, introdotta dalla Confederazione nel 2021 per contenere temporaneamente i premi, ha ridotto il margine di manovra di alcune casse. Quando le spese sono aumentate, diversi assicuratori hanno dovuto ricostituire le riserve, contribuendo così agli adeguamenti dei premi. Il dibattito resta aperto: ridurre troppo le riserve può alleggerire i premi nel breve termine, ma limita la capacità di assorbire futuri aumenti dei costi.
Le riserve variano molto tra gli assicuratori: nel 2024, Visana aveva un tasso del 53%, Agrisano del 39%, CONCORDIA del 31%, mentre Assura e Mutuel Assurance si attestavano al 9% e Philos al 5%. Dal 2020, molti assicuratori hanno visto erodere sensibilmente le proprie riserve, con cali anche superiori al 15%.



