A scuola solo 4 giorni, l'esperimento (per ora) convince

Da tre settimane, a Belp, nel Canton Berna, è in corso un nuovo progetto pilota.
Da tre settimane, a Belp, nel Canton Berna, è in corso un nuovo progetto pilota.
BERNA - Meno stress legato alle vacanze, meno problemi di assistenza negli orari extrascolastici e meno corse tra scuola, pranzo e casa. A Belp, nel Cantone di Berna, un esperimento punta a rivoluzionare la routine di allievi e genitori. Per i 21 bambini della scuola bernese, le tradizionali lezioni lasciano spazio a una supervisione continua, anche durante la pausa pranzo. I bambini frequentano la scuola quattro giorni alla settimana, dal lunedì al giovedì, anziché cinque ma, in cambio, hanno solo sei settimane di vacanza all'anno invece di tredici.
La testimonianza di due mamme
«È stato un buon inizio, a mia figlia piace andarci», racconta Lisa, madre di una dei 21 bambini. Quasi ogni giorno sua figlia torna a casa con «un sacco di esperienze». E c'è spazio anche per le idee dei bambini.
«Non vede l'ora di partecipare al corso di cucina». Per sua figlia, infatti, uno dei momenti più piacevoli è cucinare insieme agli altri. Poiché i bambini rimangono a scuola durante la pausa pranzo, aiutano anche a preparare il cibo: «È sempre contenta quando le viene assegnato il gruppo di cucina».
Giornate più lunghe, ma più energia.
Anche Manuela, la cui figlia di sei anni partecipa all'esperimento, traccia un bilancio più che positivo delle prime settimane. «Torna a casa, parla molto ed è felice». Nonostante le giornate scolastiche più lunghe, la madre nota che la bambina è più attiva durante il giorno rispetto a quando frequentava la scuola secondo il modello precedente e tradizionale.
Il venerdì diventa il giorno delle attività.
Le famiglie apprezzano anche il venerdì senza scuola. Per Lisa è diventato un «giorno di attività», mentre Manuela lo considera soprattutto un'occasione per rallentare e rilassarsi prima del fine settimana. Resta però da capire quale sarà l'impatto delle vacanze più brevi: «Vedremo come se la caveranno quando dovranno andare a scuola mentre gli altri bambini sono in vacanza», dice Manuela.
Serve tempo per valutarne gli effetti
Secondo la pedagogista Margrit Stamm, per ora si possono formulare soltanto ipotesi: è ancora troppo presto per stabilire come il nuovo modello influenzerà i bambini. «Una routine quotidiana più tranquilla, meno spostamenti tra scuola e asilo nido e un venerdì libero regolare potrebbero avere un effetto positivo», ha affermato Stamm.
«Tuttavia, è importante osservare se le lunghe giornate diventeranno stancanti, soprattutto per i bambini più piccoli, e se, nonostante le vacanze più brevi, rimarranno periodi sufficientemente lunghi per il riposo, il gioco libero e il tempo non strutturato in famiglia. Pertanto, il fattore determinante non sarà probabilmente tanto il numero di settimane di vacanza in sé, quanto la qualità e il ritmo della vita quotidiana».




