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ZURIGO

La prova della mutanda: così 2mila slip aiutano a studiare i suoli svizzeri

Un esperimento dell’Università di Zurigo rivela come la decomposizione del cotone aiuti a comprendere l’attività biologica e l’impatto dell’uso dei terreni svizzeri.
La prova della mutanda: così 2mila slip aiutano a studiare i suoli svizzeri
UZH/Nicolas Zonvi
Nel 2021, i ricercatori hanno seppellito oltre 2000 mutande in tutta la Svizzera.
La prova della mutanda: così 2mila slip aiutano a studiare i suoli svizzeri
Un esperimento dell’Università di Zurigo rivela come la decomposizione del cotone aiuti a comprendere l’attività biologica e l’impatto dell’uso dei terreni svizzeri.

ZURIGO - Oltre 2mila mutande di cotone sepolte in tutta la Svizzera per studiare la qualità del terreno. È l’insolito esperimento avviato nel 2021 dall’Università di Zurigo e dall’istituto di ricerca Agroscope, che ha coinvolto circa mille persone nell’ambito del progetto di citizen science "Underwear Evidence". Ora, a cinque anni di distanza, sono disponibili i primi risultati.

Misurare il grado di decomposizione
Le mutande, insieme a circa 12mila bustine di tè, sono state interrate per due mesi con l’obiettivo di comprendere meglio l’attività degli organismi del suolo, come lombrichi, funghi e batteri. Una volta dissotterrate, sono state fotografate e inviate in laboratorio insieme a campioni di terreno.

Il grado di decomposizione è stato utilizzato come indicatore dell’attività biologica: più rapidamente si degradava il cotone, maggiore risultava l’attività degli organismi.

Quanto influisce il tipo di utilizzo del terreno?
I risultati mostrano differenze legate soprattutto all’utilizzo del terreno. La decomposizione maggiore è stata osservata nei giardini privati, mentre nei prati è stata rilevata l’attività più bassa degli organismi. Campi e prati utilizzati a scopo agricolo si collocavano invece nel mezzo.

Secondo quanto riferito da UZH News, il tipo di utilizzo del terreno spiegava le differenze meglio della maggior parte delle proprietà del suolo analizzate, anche se fattori chimici, come il contenuto di nutrienti, hanno avuto un ruolo importante.

L'importanza dello studio
Una decomposizione intensa, tuttavia, non equivale sempre a una situazione ideale. «Una decomposizione massima non è però auspicabile in ogni ecosistema», ha spiegato Sebastian Franz Bender, ricercatore di Agroscope e co-responsabile del progetto. In ambienti naturali e nei giardini può infatti indicare un eccesso di nutrienti, rendendo opportuno verificare la concimazione.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica "Plants, People, Planet", contribuisce ad approfondire la conoscenza degli organismi che vivono nel terreno. «I suoli sani - ha sottolineato l’ecologo Marcel van der Heijden - sono importanti per la qualità dell’acqua, l’immagazzinamento della CO2 e la sicurezza alimentare».

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