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Denunciata la Lega per mancata dichiarazione delle entrate. Piccaluga: «Abbiamo dichiarato tutto a luglio»

La segnalazione è stata presentata dall’Ufficio federale di controllo delle finanze. La Procura ticinese ha confermato l’apertura degli accertamenti. Ma la Lega si difende
Denunciata la Lega per mancata dichiarazione delle entrate. Piccaluga: «Abbiamo dichiarato tutto a luglio»
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Fonte ATS/RED
Denunciata la Lega per mancata dichiarazione delle entrate. Piccaluga: «Abbiamo dichiarato tutto a luglio»
La segnalazione è stata presentata dall’Ufficio federale di controllo delle finanze. La Procura ticinese ha confermato l’apertura degli accertamenti. Ma la Lega si difende

LUGANO - Una denuncia penale è stata presentata nei confronti della Lega dei Ticinesi per una presunta mancata dichiarazione, o per un’errata dichiarazione, delle entrate del partito. A confermarlo all'agenzia stampa Keystone-SDA è stata la Procura pubblica ticinese, precisando che le circostanze sono attualmente oggetto di verifica.

La vicenda è emersa lunedì, quando il Controllo federale delle finanze (CDF) ha pubblicato i dati relativi alle entrate dichiarate dai partiti politici per l’anno scorso, nell’ambito delle norme sulla trasparenza del finanziamento della politica.

Delle dieci formazioni politiche rappresentate nel Parlamento federale, nove hanno comunicato i propri dati. All’appello mancava invece la Lega dei Ticinesi.

Il CDF non ha fornito ulteriori dettagli sulla mancata pubblicazione dei dati. La Procura ticinese ha tuttavia confermato martedì di aver ricevuto una segnalazione da parte dello stesso CDF per una presunta violazione della Legge federale sui diritti politici. Al momento non sono state rese note ulteriori informazioni sul procedimento.

La Lega: «La dichiarazione è stata fatta»

La Lega dei Ticinesi respinge però, almeno in questa fase, l’ipotesi di una mancata dichiarazione. Interpellato sulla vicenda, il segretario del partito Daniele Piccaluga ha spiegato che La Lega avrebbe seguito la stessa procedura dell’anno precedente, comunicando i dati finanziari nel mese di luglio. «Chiederò al CDF perché non siano stati pubblicati», ha fatto sapere Piccaluga.

Le regole sulla trasparenza
Le norme sulla trasparenza del finanziamento della politica sono entrate in vigore nel 2023. Le formazioni rappresentate in Parlamento federale sono tenute a dichiarare al CDF contributi e donazioni superiori a 15'000 franchi all’anno ricevuti da una singola persona fisica o giuridica. I dati vengono successivamente pubblicati sul sito dell’autorità e deve essere indicata anche l’identità del donatore.

Tra le entrate soggette all’obbligo di dichiarazione figurano, oltre ai contributi degli iscritti e a quelli legati ai mandati politici, anche gli introiti derivanti da manifestazioni e servizi. Sono invece esclusi i contributi destinati ai gruppi parlamentari.

L’obbligo riguarda le sezioni nazionali dei partiti, mentre non si applica alle sezioni cantonali e comunali.

Cosa rischia chi non dichiara
La legge prevede che, in caso di dati o documenti mancanti, il CDF inviti i soggetti interessati a fornire quanto necessario entro un termine stabilito. Se le informazioni non vengono trasmesse neppure successivamente, l’autorità è tenuta a segnalarlo alla competente autorità penale.

In caso di violazione intenzionale delle disposizioni sulla trasparenza, la legge prevede una multa fino a 40'000 franchi. La competenza per il perseguimento penale spetta ai Cantoni.

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