Cerca e trova immobili
CANTONE

«Il silenzio? Non ci stiamo sottraendo alle domande»

Marina Carobbio, in veste di presidente del governo, ha rilasciato una dichiarazione al termine della conferenza stampa d'inizio anno scolastico: «Comprendo lo smarrimento per gli eventi delle ultime settimane»
«Il silenzio? Non ci stiamo sottraendo alle domande»
Streaming
«Il silenzio? Non ci stiamo sottraendo alle domande»
Marina Carobbio, in veste di presidente del governo, ha rilasciato una dichiarazione al termine della conferenza stampa d'inizio anno scolastico: «Comprendo lo smarrimento per gli eventi delle ultime settimane»

BELLINZONA - Prima ha parlato come direttrice del Dipartimento dell'Educazione, della Cultura e dello Sport (DECS), presentando l'inizio del nuovo anno scolastico. Dopodiché, conclusa la conferenza stampa, Marina Carobbio ha però preso la parola, per una dichiarazione, come presidente del governo cantonale, commentando le ultime settimane.

«A spingermi a prendere la parola oggi sono la progressiva deriva del dibattito pubblico cui abbiamo assistito nei giorni scorsi in Ticino, lo svilimento dei toni, l'aggressività crescente, la diffusione di messaggi che inneggiano a odio e violenza. Sintomi e cause del disorientamento e della sfiducia di parte della popolazione, anche nei confronti delle istituzioni. Comprendo lo smarrimento che gli eventi delle ultime settimane possono aver generato. Credo però che sia ora di rimettere alcuni punti fermi», ha affermato Carobbio.

Parlando «come presidente del governo cantonale ritengo fondamentale ricordare la centralità della separazione dei poteri, che sta alla base dello Stato di diritto. La discrezione, o silenzio come lo hanno chiamato alcuni, adottata dal Consiglio di Stato in questi giorni, è da ricondurre proprio alla volontà di rispettare la separazione dei poteri, lasciando che a chiarire fatti e responsabilità sia il potere giudiziario, che deve poter operare in totale indipendenza e autonomia». E questo «non significa sottrarsi alle domande, alle verifiche, al controllo democratico, mediatico e parlamentare tramite inchieste giornalistiche, amministrative o approfondimenti parlamentari nell'ambito dell'alta vigilanza. Ci mancherebbe altro. Questi sono strumenti importanti che ho sempre difeso, che continuerò a difendere e che ho anche contribuito a sviluppare».

E, assicura la presidente del governo, «appena sarà possibile, senza interferire con gli accertamenti giudiziari in corso, si dovrà rispondere alle domande e anche agli atti parlamentari con la massima trasparenza».

«Ogni violenza è inaccettabile»
«Ribadisco inoltre, e ancora una volta senza alcuna ambiguità ─ ha proseguito Carobbio ─, che ogni forma di violenza è inaccettabile, da qualunque parte essa provenga. La violenza fisica, la violenza di genere, l'incitazione alla violenza, ma anche la violenza verbale, troppo spesso sottovalutata, che lascia ferite profonde non solo nelle persone che ne sono direttamente oggetto, ma pure tra le persone che le circondano.

Si torna quindi a un mese fa. «Il 29 luglio in conferenza stampa ho detto che come Consiglio di Stato dobbiamo impegnarci con il Parlamento e le forze politiche per ricostruire la fiducia nelle istituzioni. Lo ribadisco anche oggi. Dobbiamo farlo valutando se e quando è opportuno intervenire nel dibattito». E «dobbiamo farlo, aggiungo, usando toni appropriati, rispettando ognuno il proprio ruolo, rispettando la separazione dei poteri. Dobbiamo farlo anche rafforzando le politiche pubbliche contro ogni forma di violenza e sopruso, portando avanti proposte che rispondano ai problemi cui sono confrontati le cittadine e i cittadini del nostro Cantone, continuando a investire nello Stato, nel lavoro quotidiano dell'amministrazione cantonale, nei servizi offerti alla cittadinanza».

In queste settimane, ha voluto sottolineare la presidente, non si è fermato nulla. «Le istituzioni hanno sempre continuato a lavorare anche in queste settimane difficili. Il mio auspicio oggi è che si lavori nell'interesse del Cantone, della sua popolazione e delle sue istituzioni. Governo, Parlamento e Magistratura devono operare ognuno nel proprio ruolo e nella propria autonomia. Tutti noi abbiamo responsabilità nei toni del dibattito pubblico»

E questo «non significa rinunciare al confronto costruttivo o alla denuncia quando necessario, ma facendolo con toni civili, misurati, costruttivi, toni improntati al rispetto dei diritti e della dignità delle persone. Sono certa che questo è ciò che auspica anche la maggioranza della popolazione ticinese. Lo dobbiamo a noi stesse, a noi stessi, al Cantone, ma anche, forse soprattutto, alle nostre giovani e ai nostri giovani, a chi cresce osservando le parole che scegliamo e il modo in cui ci rivolgiamo gli uni agli altri».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE