«Casi singoli, per quanto gravi, non possono macchiare la reputazione di tutti»

Nella tradizionale conferenza stampa per l'apertura dell'anno scolastico, la direttrice del DECS, Marina Carobbio Guscetti, si è soffermata sui grandi cantieri aperti ma anche sulla gestione delle segnalazioni di comportamenti inadeguati
BELLINZONA - Si è aperto oggi per quasi 55mila allievi e allieve e 7mila docenti delle scuole pubbliche e private del Cantone il nuovo anno scolastico. E come di consueto, a Palazzo delle Orsoline è andata in scena la tradizionale conferenza stampa del DECS, focalizzando lo sguardo su alcuni ambiti particolarmente rilevanti.
“L’inizio dell’anno scolastico è per allievi, allieve e per il personale scolastico tutto un passaggio importante, che porta nuove opportunità di crescita e di incontro. La Scuola ha un ruolo fondamentale per lo scambio democratico e civile. Permette di “allenarsi” sin da piccoli”, ha esordito così, nella tradizionale conferenza stampa di inizio anno scolastico, la Consigliera di Stato e direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti. «La scuola può e deve essere oggetto di costante verifica e miglioramento, ma – non dimentichiamolo – è talvolta uno degli ultimi spazi in grado di accogliere, includere e sostenere i giovani e le giovani. In un contesto sociale spesso frammentato, l’istituzione scolastica non si limita a educare, ma svolge un ruolo civile e sociale fondamentale».
I tre grandi cantieri aperti
La direttrice del DECS è quindi entrata nel merito di alcuni dei numerosi cantieri scolastici in corso. Dal Gruppo di lavoro “Orizzonti per la formazione docenti in Ticino ─ i cui risultati verranno presentati nel dettaglio nelle prossime settimane ─, all'Osservatorio docenti che «analizza i dati con l’obiettivo di identificare tendenze, criticità e opportunità, offrendo un quadro chiaro e aggiornato sia sull’evoluzione demografica di allievi e allieve, sia sul fabbisogno di personale docente». Il primo rapporto è stato trasmesso nel settembre dello scorso anno al Parlamento e poi reso pubblico. Il secondo rapporto, più dettagliato, sarà pronto in autunno.
Infine, il cantiere relativo alle procedure di assunzione e selezione dei docenti e delle docenti, procedure che costituiscono un ambito particolarmente complesso, per la varietà delle situazioni da gestire e per la necessità di garantire ogni anno la copertura del fabbisogno di personale in tutti gli ordini e gradi scolastici. «Nel 2024 avevo voluto che venisse dato avvio a un lavoro di approfondimento e di progressivo affinamento delle procedure. Si tratta di un percorso che coinvolge diversi attori e che, per sua natura, richiede tempi di implementazione graduali».
Prevenzione a disagio e violenza
Proseguono inoltre gli sforzi sia sul fronte della prevenzione del disagio, sia su quello della gestione delle singole situazioni di grande difficoltà, con un notevole investimento da parte delle figure e dei servizi preposti nella scuola e attraverso un rafforzamento della collaborazione con gli attori esterni.
La direttrice del DECS si è focalizzata in particolare sul «tema del rispetto, alla base di ogni relazione umana, e sul tema, strettamente correlato, della prevenzione e del contrasto di violazioni dell’integrità della persona, che mi stanno particolarmente a cuore. Tematiche che porto avanti a livello politico da anni. Come ho già avuto modo di sottolineare, gli sforzi a livello di scuola, di istituzioni tutte e di società a favore del rispetto e dell’integrità personale, a favore della prevenzione di ogni forma di violenza, devono essere moltiplicati. Nella scuola stiamo proseguendo un percorso avviato tre anni or sono. Si tratta di potenziare ulteriormente gli strumenti di prevenzione del disagio e di possibili abusi, come pure quelli di segnalazione».
A livello preventivo, si sta rafforzando la formazione del corpo docente e delle Direzioni scolastiche. A giugno ha preso avvio una sensibilizzazione online obbligatoria per tutti i docenti e tutte le docenti delle scuole dell’obbligo sull’educazione all’affettività e alla sessualità, con una forte componente preventiva quanto a violenze. È inoltre in fase di definizione una formazione specifica sul tema delle violazioni dell’integrità della persona per dirigenti scolastici, sulla falsariga di quella per i quadri Amministrazione cantonale. E si stanno introducendo nuove attività, a complemento di quelle già esistenti, rivolte ad allievi e allieve in tutti gli ordini scolastici.
Comportamenti inadeguati: si lavora sulle segnalazioni
Anche il tema delle segnalazioni, anche sull'onda dei recenti fatti di cronaca, è stato toccato nel dettaglio. «Nel 2023 avevo voluto l’introduzione dell’obbligo di segnalazione per le Direzioni delle scuole cantonali, esteso nel 2024 a quelli delle scuole comunali, al fine di contrastare comportamenti, linguaggio o atteggiamenti svilenti nei confronti di allieve e allievi. Già da alcuni mesi stiamo rivedendo le indicazioni sulla base dell’esperienza acquisita. Un lavoro che dovrebbe concludersi nei prossimi mesi. Sappiamo che i protocolli non possono sostituire la responsabilità individuale. Possono però contribuire a portare maggiore chiarezza e – assieme alla prevenzione – a promuovere una cultura del rispetto» ha indicato Carobbio Guscetti. «Dobbiamo assicurarci che allievi e allieve in primis, ma anche docenti, operatori e operatrici scolastiche, abbiano più canali a disposizione per segnalare. E che vi sia la fiducia per farlo».
A tal proposito, la direttrice del DECS ha voluto chiarire: «Sono circolate negli ultimi giorni letture generalizzate sulla scuola, che hanno messo in discussione indistintamente l’operato di tutte le direzioni e del corpo docente. Se ci sono situazioni problematiche, non solo è giusto ma è d’obbligo affrontarle. È mio, nostro, dovere farlo, con serietà e nel rispetto delle procedure. Nessuno chiede di coprire eventuali criticità. Esigo anzi che venga fatta luce su di esse. Generalizzare non va però bene. Significa gettare un’ombra su migliaia di persone che ogni giorno, con competenza e dedizione, si occupano dei nostri giovani e delle nostre giovani. E significa, alla lunga, minare la fiducia della popolazione verso un’istituzione, la scuola pubblica, che è tra i pilastri del nostro Cantone e anzi un baluardo di accoglienza, valorizzazione e crescita. Non possiamo lasciare che casi singoli, per quanto gravi e da stigmatizzare con fermezza, vengano strumentalizzati e macchino la reputazione di migliaia di professionisti e professioniste dell’educazione che svolgono con competenza e dedizione un lavoro fondamentale al servizio dei giovani, delle giovani, delle famiglie e della società tutta».



