Trovata morta nel lago a Melide: escluso l'intervento di terzi

Secondo i primi risultati dell'autopsia, la 52enne rinvenuta nelle acque del Ceresio sarebbe annegata. Si attende però l'esito di ulteriori esami. La donna, lo ricordiamo, pubblicò le registrazioni delle chiamate con il consigliere di Stato Claudio Zali.
MELIDE - Ci sono finalmente novità sul caso della 52enne del Luganese ritrovata priva di vita a Melide, nelle acque del Lago Ceresio. Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale comunicano che gli accertamenti sinora disposti non hanno evidenziato un intervento da parte di terzi nella determinazione del decesso.
«Verosimile l'annegamento»
Alla luce della Relazione preliminare dell'autopsia medico-legale ricevuta ieri pomeriggio, in assenza di una causa traumatica o patologica alternativa evidente, al momento l'ipotesi maggiormente verosimile è quella di una morte per annegamento.
Mancano i risultati degli esami tossicologici e istologici
«Il referto medico-legale preliminare dovrà ora essere completato con gli esiti di ulteriori esami già ordinati (con risultati oggi non ancora noti), segnatamente con un ampio screening tossicologico e con i prelievi istologici, affinché le conclusioni siano consolidate da un profilo medico-scientifico», sottolineano le autorità. Si precisa che l'inchiesta prosegue anche attraverso l'esame delle tracce prelevate e con la raccolta di testimonianze.
Il caso, lo ricordiamo, è esploso perché meno di un mese prima del misterioso decesso, la 52enne aveva pubblicato le famigerate registrazioni delle chiamate con il consigliere di Stato Claudio Zali. Registrazioni che hanno sollevato un grosso polverone e hanno poi portato alle dimissioni di Zali.
Continuano le indagini relative all'aggressione
Intanto Polizia e Ministero pubblico precisano che «parallelamente sta facendo il suo corso l'istruttoria legata a una denunciata aggressione lo scorso 8 agosto della donna». Al momento l'incarto, in cui vengono ipotizzati i reati di tentate lesioni gravi e di lesioni semplici, resta contro ignoti.
Il Ministero pubblico osserva da ultimo che informerà sugli sviluppi dell'inchiesta in presenza di elementi consolidati, nel rispetto delle norme vigenti, dei familiari della vittima e tenuto conto dei tempi necessari alle verifiche in corso.



