Fatto di sangue a Gravesano, alla sbarra la persona che venne accoltellata

Il 52enne era stato ferito durante una lite con il fratello dell’ex moglie. Nel corso dell’inchiesta, però, è emersa una serie di presunti atti persecutori nei confronti della donna.
LUGANO - Si apre oggi, mercoledì 26 agosto, alle 9.30 alle Assise criminali di Lugano, il processo per il grave fatto di sangue avvenuto il 22 settembre 2025 in un parcheggio di Gravesano.
La vicenda, lo ricordiamo, aveva avuto inizio poco dopo le 20, quando una lite tra due 52enni italiani, entrambi residenti nel Luganese, era degenerata. Uno dei due aveva colpito l’altro con un coltello al fianco. Il ferito, pur riportando lesioni serie, era riuscito a raggiungere autonomamente l’ospedale. L’altro uomo, fratello dell’ex moglie del ferito, era stato arrestato con l’ipotesi di tentato omicidio e tentate lesioni gravi.
Nel corso dell’inchiesta, però, la posizione dell’uomo accoltellato, si è progressivamente aggravata. Come riporta il cdt, gli inquirenti avevano infatti raccolto elementi su presunti atti persecutori nei confronti dell’ex moglie: l’uomo avrebbe seguito gli spostamenti della donna attraverso pedinamenti o sistemi di localizzazione. Era quindi stato arrestato e posto in detenzione preventiva.
È lui a comparire oggi davanti alle Assise criminali. L’atto d’accusa contesta, tra l’altro, il tentato omicidio intenzionale, lesioni gravi e semplici, coazione e minaccia, oltre a ingiuria, ascolto e registrazione di conversazioni estranee e abuso di impianti di telecomunicazioni.
I fatti contestati non si limitano alla serata di Gravesano, ma si estendono, secondo l’accusa, al periodo compreso tra maggio 2024 e febbraio 2026 e riguardano diversi comuni del Luganese.
Resta invece ancora aperta la posizione dell’uomo che sferrò le coltellate, il quale aveva sostenuto di avere agito per legittima difesa, affermando che l’ex marito della sorella aveva tentato di aggredirlo con un bastone.
A presiedere la Corte sarà il giudice Amos Pagnamenta, con Renata Loss Campana ed Emilie Mordasini. L’accusa sarà sostenuta dalla procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, mentre la difesa sarà affidata all’avvocato Olivier Ferrari.



