Cerca e trova immobili
CANTONE

Trovata morta nel Ceresio, l'avvocata della donna: «Dalla Procura ancora tutto tace»

A una settimana dal decesso della 52enne, restano ancora molte domande senza risposta. Si attendono gli esiti dell’autopsia
Trovata morta nel Ceresio, l'avvocata della donna: «Dalla Procura ancora tutto tace»
Rescue Media
Trovata morta nel Ceresio, l'avvocata della donna: «Dalla Procura ancora tutto tace»
A una settimana dal decesso della 52enne, restano ancora molte domande senza risposta. Si attendono gli esiti dell’autopsia

SAVOSA - È passata esattamente una settimana da quando la donna che aveva pubblicato le registrazioni delle chiamate con il consigliere di Stato Claudio Zali è stata ritrovata priva di vita nelle acque del Ceresio, a Melide. Da allora, però, attorno alla sua morte restano ancora numerose domande senza risposta. A partire dalle cause del decesso, che dovranno essere chiarite dagli esiti dell’autopsia.

Risposte che, almeno per il momento, mancano anche all’avvocata della donna deceduta, Micaela Antonini Luvini. «Personalmente non ho nessun aggiornamento valido, non so assolutamente nulla - dichiara a tio.ch -. E non la sto prendendo in giro: ci sono giornalisti che ne sanno molto più di me e io stessa apprendo le notizie leggendo i giornali. Ho saputo, per esempio, che la signora è stata trovata a pancia in su, perché l’ho letto sui giornali. Ormai ci ho fatto l’abitudine: spesso le notizie arrivano prima a voi che a noi avvocati», prosegue.

Quanto agli esiti dell’autopsia, l’avvocata precisa di non aver ricevuto alcun risultato. «Da quello che ho letto, si va verso la tesi del malore. L’annegamento tout court tenderei invece a escluderlo, visto che era una brava nuotatrice. In mancanza di altri elementi, penserei piuttosto a un malore improvviso. Ma, come le dico, non ho né i risultati dell’autopsia, né altri elementi».

Gli esiti «dovrebbero arrivare in tempi ragionevoli», aggiunge. «Mi hanno detto magari già la prossima settimana». Un portavoce del Ministero pubblico, invece, fa sapere che non è ancora possibile indicare una data precisa per gli stessi.

Sulla possibilità che terze persone vengano coinvolte nelle indagini, l’avvocata non si sbilancia. «Non lo so. Se ci sono davvero indagini a 360 gradi, coloro che sono in qualche modo direttamente coinvolti nella vicenda dovrebbero comunque essere interrogati. Se fossi io il procuratore, agirei così».

Intanto, i famigliari della vittima chiede che sulla morte della madre venga fatta piena chiarezza e sia fatta giustizia. Un passaggio sul quale, tuttavia, l’avvocata mantiene il più stretto riserbo, così come sull’azione legale avviata dalla donna prima della sua morte e ora portata avanti dalla famiglia. «Non posso parlarne - ribadisce - il nostro rapporto è legato al segreto professionale».

L’avvocata afferma inoltre di non essere a conoscenza di eventuali altre donne fattesi avanti in relazione al caso. «So che su Facebook alcuni gruppi hanno mostrato solidarietà per questa vicenda, ma non sono a conoscenza di altre presunte vittime legate a questa storia. La Procura, almeno con me, non lascia trapelare nulla».

In attesa che dall’autopsia e dall’inchiesta emergano elementi più chiari, l'avvocata conclude sottolineando ancora una volta la mancanza di informazioni a sua disposizione: «Ignoro tantissime notizie che altri possiedono. Magari sono troppo ligia alle norme deontologiche, ma veramente non posso dire di più. Anche per proteggere la mia cliente».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE