Presidio contro Vannacci: «Il Municipio oggi farebbe scelte diverse?»

Dopo lo stralcio della fattura trasmessa agli organizzatori, il Gruppo Lega interroga l'esecutiva sulla gestione dell'evento
MENDRISIO - Torna al centro del dibattito politico a Mendrisio la contromanifestazione promossa dall'MPS lo scorso 28 gennaio, in parallelo a un evento organizzato dall'UDC in cui era stato ospite il generale italiano Roberto Vannacci, europarlamentare e leader di Futuro Nazionale. A riaccendere l'attenzione sulla serata, che aveva richiesto un importante dispositivo di sicurezza e generato disagi e tensioni, è anche la decisione del Municipio di revocare la fattura per i costi legati alla gestione della viabilità. Un fatto che ha spinto sei consiglieri comunali del Gruppo Lega (primo firmatario: Alessio Allio) a chiedere al Municipio chiarimenti più ampi sulla gestione della manifestazione e sulle sue conseguenze.
L'interrogazione parte dal riconoscimento del diritto di manifestare come pilastro della democrazia, sottolineando però la necessità che venga esercitato nel rispetto delle leggi, dell'ordine pubblico, delle persone e dei beni. Da qui una serie di domande su quanto accaduto il 28 gennaio: all'esecutivo cittadino viene chiesto un bilancio degli episodi che hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine e il numero di persone fermate, identificate o registrate, nonché di eventuali contravvenzioni, denunce o procedimenti. I firmatari domandano inoltre se siano stati constatati danni a beni pubblici o privati e quale ne sia stato l'ammontare.
Un capitolo centrale riguarda i costi. L'interrogazione chiede di quantificare quanto sostenuto direttamente o indirettamente dalla Città, distinguendo, per quanto possibile, tra impiego della Polizia comunale, eventuale supporto di quella cantonale, sicurezza privata, gestione del traffico, transenne e segnaletica, ripristini e ore supplementari del personale comunale.
I consiglieri comunali vogliono inoltre sapere se gli accordi assunti dagli organizzatori nella fase preparatoria siano stati rispettati e se fossero state prospettate ubicazioni alternative per ridurre l'impatto su traffico, ordine pubblico e costi. Chiedono poi una valutazione sul ricorso presentato contro la fattura e se la decisione di autorizzare il presidio nelle modalità adottate fosse stata presa all'unanimità.
Le domande si estendono anche agli aspetti istituzionali e di trasparenza. I firmatari chiedono se tra promotori, organizzatori o firmatari della richiesta di autorizzazione figurassero consiglieri comunali e se alcuni di loro abbiano successivamente sottoscritto atti parlamentari sulla stessa vicenda. Infine, si domanda se quanto avvenuto il 28 gennaio porterà il Municipio a modificare in futuro i criteri per autorizzare manifestazioni analoghe, in particolare per ubicazione, sicurezza, responsabilità degli organizzatori e assunzione dei costi.



