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SVIZZERA

Dopo lo scandalo sessuale, torna il festival del tantra: «Il consenso come regola»

Il Tantra Festival Switzerland ha cambiato nome e si sta tenendo in questi giorni in canton Berna. Dopo il caso del guru che faceva sesso con le corsiste, ogni partecipante riceve ora un manuale dedicato al consenso.
Dopo lo scandalo sessuale, torna il festival del tantra: «Il consenso come regola»
Antara Tantra Festival
Fonte Blick
Dopo lo scandalo sessuale, torna il festival del tantra: «Il consenso come regola»
Il Tantra Festival Switzerland ha cambiato nome e si sta tenendo in questi giorni in canton Berna. Dopo il caso del guru che faceva sesso con le corsiste, ogni partecipante riceve ora un manuale dedicato al consenso.

LENK - Dopo le accuse di abusi sessuali di uno degli organizzatori, torna il Tanta Festival Switzerland. E lo fa con un nuovo nome, Antara Tantra Festival, e un nuovo concetto.

Era il 2023 quando Eugene Hedlung, guru dell'evento, è stato accusato di essersi approfittato sessualmente di varie partecipanti sfruttando la sua posizione di autorità. E il festival, che quest'anno si tiene tra il 19 e il 23 agosto a Lenk (canton Berna), cerca di cambiare rotta.

A riportarlo è il Blick, precisando che il programma comprende attività come Ecstatic dance, sound healing e orgasmic yoga. Secondo l'organizzatrice Ananda Inglin, però, la manifestazione è ora incentrata su relazioni consapevoli, intelligenza emotiva e integrità, e il consenso è «una regola strutturante».

Prima dell'evento ogni partecipante ha ricevuto un manuale di sette pagine dedicato al consenso, che è stato presentato nuovamente sul posto ed è affisso negli spazi comuni. Il manuale precisa che «il consenso è dato senza pressione, forza, persuasione o manipolazione» e che «un sì può diventare un no in qualsiasi momento».

Vengono inoltre organizzati webinar di preparazione, tra cui uno dedicato ai limiti. Ignlin sottolinea in questo senso che ciascuno è libero di non partecipare a un'attività o di lasciare il gruppo.

Tra i laboratori introduttivi, spiega il Blick, ne viene proposto uno in cui i partecipanti imparano ad ascoltare il proprio corpo e a osservare le proprie reazioni fisiche: due persone si avvicinano lentamente e osservano cosa accade.

Per Manéli Farahmand, direttrice del Centro intercantonale delle credenze (CIC), questo approccio può però essere rischioso.

«Il linguaggio è ben presente, ma spesso è tinto di spiritualità. Circola talvolta in parallelo l’idea di un "consenso energetico", che può avvenire anche su un piano sottile e non verbale. Questa concezione, in disaccordo con il consenso socio-giuridico, pone la questione di quanto il rituale o il linguaggio simbolico possano sostituirsi al consenso esplicito». E ancora: «Diverse persone che hanno testimoniato di derive osservate o vissute in questi ambienti riferiscono la difficoltà di uscire da dinamiche sostenute collettivamente», osserva Farahmand, sottolineando che forme di autorità e potere si sviluppano, in modo implicito o esplicito.

In caso di comportamenti inappropriati, ad ogni modo, i partecipanti possono presentare una segnalazione scansionando un codice QR.

Il quotidiano zurighese, infine, ha interpellato l'ex organizzatore finito nella bufera, Eugene Hedlund, che sostiene di aver contribuito alle attuali misure di sicurezza del festival.

«Ho portato i protocolli che vietano le interazioni tra istruttori e partecipanti», dice. «Sono felice di vedere che sono stati mantenuti. Tuttavia, è diventato evidente che, in ambienti ad alta pressione, i partecipanti affrontano molte esperienze nuove, mentre molti scoprono per la prima volta questo tipo di atmosfera. Non si tratta di una questione di moralità, ma di realtà: viene chiesto loro di gestire un’intensità troppo elevata e di prendere decisioni chiare su interazioni sessuali, di fronte a responsabili spesso poco disponibili emotivamente e in una posizione di autorità implicita».

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