Canicola asfissiante: «Vietiamo il lavoro all'esterno e nei locali non climatizzati»

Lo chiede l'MPS, che ha presentato un'iniziativa cantonale in tal senso.
BELLINZONA - La canicola non è più un’eccezione, ma una minaccia strutturale per la salute pubblica in Ticino. È quanto sostiene l'MPS, che annuncia di aver presentato un'iniziativa cantonale che punta a un cambiamento radicale delle regole in caso di ondate di calore.
Per il partito servono infatti misure immediate e concrete per proteggere lavoratori e popolazione, anche a costo di limitare i profitti delle imprese.
L'MPS, nel concreto, ha presentato un’iniziativa cantonale che chiede la modifica della Legge sull’assicurazione contro la disoccupazione (Ladi). L’iniziativa chiede che, in caso di allarme canicola di grado 3 o 4, il lavoro all’esterno e nei locali non climatizzati venga vietato. Per quanto riguarda la canicola di grado 3 si parlerebbe di un divieto a partire da mezzogiorno, mentre per la canicola di grado 4 per tutto il giorno.
Si chiede inoltre che le indennità per intemperie possano venir fatte valere dai datori di lavoro, di principio per tutti i rami economici con attività all’esterno o all’interno senza climatizzazione nei giorni in cui in una determinata regione della Svizzera le competenti autorità diramano un allarme canicola di grado 3 o 4.
L’obiettivo «è garantire la salute dei lavoratori e della popolazione, ponendo limiti chiari agli interessi economici delle imprese».
Già nel 2022 e 2023 l’MPS aveva avanzato proposte simili, tutte respinte, per subordinare il profitto alla tutela della salute pubblica. Secondo il movimento, i dati climatici degli ultimi anni mostrano un aumento costante delle temperature estive, con un incremento significativo di giorni e notti tropicali (oltre 30°C di giorno e 20°C di notte). Dal 2003, le giornate tropicali sono triplicate, mentre le notti tropicali sono quadruplicate rispetto ai decenni precedenti.
Nel periodo 2022-2025, la media delle notti tropicali ha raggiunto i 30 giorni nei mesi estivi, contro i 18 del periodo 2003-2025. Anche gli allarmi canicola di livello 3 e 4 emessi da MeteoSvizzera sono in forte aumento: tra il 2010 e il 2026 si sono registrati 202 giorni di allarme, con una media di quasi 20 giorni all’anno dal 2022.
Questa situazione, sottolinea infine l'MPS, ha gravi ripercussioni sulla salute pubblica. Il caldo è il fenomeno naturale che causa più decessi in Svizzera, colpendo soprattutto gli anziani e aggravando patologie preesistenti. Il Ticino risulta il cantone più colpito, con un tasso di decessi legati al caldo nettamente superiore alla media nazionale (12,1 casi ogni 100'000 abitanti contro i 4,5 della media svizzera nel 2025).



