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LOCARNO

Felicità per lo schermo originale, «ma resta ampio margine di miglioramento»

È quanto scrive in una presa di posizione il comitato "Don't touch the screen" al termine dell'edizione 2026 del Locarno Film Festival.
Felicità per lo schermo originale, «ma resta ampio margine di miglioramento»
Tipress
Fonte Comitato "Don't touch the Screen"
Felicità per lo schermo originale, «ma resta ampio margine di miglioramento»
È quanto scrive in una presa di posizione il comitato "Don't touch the screen" al termine dell'edizione 2026 del Locarno Film Festival.

LOCARNO - Il ritorno dell’ecosistema audiovisivo Vacchini in Piazza Grande ha segnato una svolta significativa per il Locarno Film Festival, restituendo alla manifestazione «il suo cuore originale». Secondo i promotori della petizione “Don’t touch the screen”, questa scelta ha riportato al centro le qualità estetiche che il pubblico aveva imparato ad apprezzare fino all’edizione 2024, come la percezione visiva e la diffusione ottimale del suono.

Il Comitato di "Don't touch the screen" sottolinea dunque che dopo la parentesi sperimentale del 2025, caratterizzata da scelte dettate dalla necessità di risparmio e da risultati giudicati insoddisfacenti dagli stessi promotori, il Festival sembra aver trovato un equilibrio tra il rispetto del concetto originale e la necessità di rispettare tempi di costruzione sempre più serrati.

In particolare, si guarda già all’edizione 2027, quando il periodo tra la fine di Moon & Stars (15-25 luglio) e l’inizio dell’ottantesima edizione del Festival (4-14 agosto) sarà ridotto a una sola settimana, rispetto alle due settimane di quest’anno.

Un passo importante in questa direzione è rappresentato dalla recente "Carta interna sulle strutture temporanee del Locarno Film Festival”, adottata a giugno, che integra molte delle richieste avanzate nella petizione e nelle prese di posizione a difesa dell’ecosistema scenotecnico di Piazza Grande. «Si confermano così l’oggettività e la solidità degli argomenti presenti nella petizione e sostenuti dalle numerose persone – in rappresentanza del pubblico, della cinematografia e dell’architettura – impegnate nella difesa di quegli elementi architettonici irrinunciabili che, di anno in anno, trasmettono i valori identitari del Locarno Film Festival», affermano i promotori.

Per il comitato, restano tuttavia dubbi e margini di miglioramento, soprattutto per quanto riguarda il retro dello schermo. Questi aspetti potranno essere affrontati nel progetto di sviluppo delle infrastrutture temporanee che il Festival intende avviare, partendo dagli elementi identitari dell’immagine urbana: l’ecosistema “Vacchini” e i padiglioni “Arnaboldi”. È attesa la conclusione della procedura di selezione dello studio di architettura, avviata tramite una manifestazione d’interesse che coinvolge sei studi della regione.

I promotori e firmatari della petizione confermano la loro vigilanza sul progetto di sviluppo, con particolare attenzione all’eventuale coinvolgimento di studi e professionisti che in passato hanno mostrato scarsa considerazione per l’iniziativa. Auspicano inoltre che la figura di accompagnamento venga scelta secondo criteri che garantiscano rispetto e conoscenza dell’esistente, assicurando coerenza e integrità nella continuità del progetto avviato in Piazza Grande nel 1971 e sviluppatosi nel tempo.

Il prossimo 26 agosto, il Comitato “Don’t touch the screen” parteciperà a un incontro di dialogo con i vertici del Festival, confermando «la propria disponibilità come interlocutore attivo a sostegno e difesa del Locarno Film Festival».

La petizione, viene infine ricordato, è stata promossa con il sostegno di personalità appartenenti ai settori della cinematografia, della cultura, dell’architettura e della tutela del patrimonio.

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