L'estate 2026? Da record, ma un giorno la ricorderemo come più fresca della media

Sarà quasi senza ombra di dubbio la più calda dal 1864 a oggi, ma gli scenari climatici futuri potrebbero ridimensionarne drasticamente la percezione
LOCARNO - L'estate 2026 si avvia a diventare la più calda mai registrata in Svizzera dall'inizio delle misurazioni, nel 1864. A due settimane dalla fine della stagione meteorologica, il bilancio tracciato da MeteoSvizzera mostra una lunga sequenza di ondate di caldo, precipitazioni molto scarse e una siccità che ha ormai lasciato segni evidenti sul territorio.
L'antipasto? A maggio
Il caldo si era fatto sentire già nella seconda metà di maggio, con giornate asciutte e temperature medie giornaliere superiori di 5-10 °C alla media pluriennale. Le massime avevano superato i 30 °C, con punte di 32-33 °C in Ticino, Vallese e in alcune località nordalpine, come Basilea. Il 26 maggio, in occasione della partenza del Giro d'Italia a Bellinzona, erano stati misurati 31-32 °C in città e 33 °C a Biasca.
L'ondata di giugno
Dopo un inizio di giugno con temperature più vicine alle medie, dal 13 del mese è cominciato un nuovo rialzo. A sud delle Alpi l'ondata di caldo è iniziata il 18 giugno ed è proseguita fino al 30, risultando una delle più intense, lunghe e precoci mai registrate. La temperatura media mensile in Svizzera ha superato di 3,5 °C la media 1991-2020: giugno 2026 è stato così il terzo giugno più caldo dal 1864.
Dal cielo non è caduta la pioggia
Al caldo si è aggiunta la mancanza di pioggia. La penuria di precipitazioni, iniziata in primavera dopo un inverno particolarmente avaro di precipitazioni, è proseguita anche in giugno. Tra aprile e giugno 2026, la quantità complessiva di precipitazioni cadute in Svizzera è stata la più bassa misurata dal 1901 per questo periodo di tre mesi.
I primati di luglio
Dopo una pausa di appena un giorno, il 1° luglio, a sud delle Alpi le condizioni canicolari sono tornate già il 2 luglio e sono durate fino a metà mese, coinvolgendo anche il resto del Paese. Sono stati registrati nuovi primati di temperatura, notti e giorni tropicali e allerte canicola di livello 3 e 4. Dopo un lieve calo termico fino al 25 luglio, il 28 ha preso il via la quarta ondata di caldo dell'estate.
A sud delle Alpi luglio è stato il secondo più caldo dall'inizio delle misurazioni nel 1864 e, per alcune stazioni, addirittura il più caldo in assoluto. A livello nazionale è stato superato soltanto da luglio 2015. Sul versante sudalpino, inoltre, il 26 luglio è stato l'unico giorno del mese con una temperatura media inferiore a quella del periodo di riferimento 1991-2020.
Allerta siccità di grado 4
Parallelamente è proseguita la scarsità di precipitazioni. Il 30 luglio la prima allerta siccità di grado 4, già attiva a nord delle Alpi, è stata estesa anche al versante sudalpino. Si tratta di un nuovo tipo di allerta introdotto quest'anno su richiesta della politica dopo gli anni siccitosi del 2022 e 2023. Gli effetti sul territorio sono diventati sempre più visibili: boschi ingialliti, prati secchi, fiumi e laghi ai minimi storici e limitazioni all'uso dell'acqua potabile in numerosi comuni.
Agosto non ha fatto eccezione
Anche agosto ha mantenuto condizioni di caldo intenso. A sud delle Alpi, secondo il quadro pubblicato da MeteoSvizzera il 15 agosto, l'ondata iniziata alla fine di luglio era ancora in corso. Temperature massime superiori ai 35 °C sono diventate frequenti e alcune stazioni sudalpine hanno registrato più volte valori compresi tra 38 e 39 °C. I brevi temporali sviluppatisi soprattutto sulle Alpi, pur intensi, non sono stati sufficienti a migliorare la situazione delle risorse idriche.
L'anno più asciutto degli ultimi 20 anni
I dati CombiPrecip, basati sulle osservazioni radar e sulle misure pluviometriche, mostrano che fino al 13 agosto la precipitazione cumulativa media in Svizzera era di circa 500 millimetri. Considerando il periodo fino a metà agosto, il 2026 risulta così, insieme al 2022, l'anno più asciutto dal 2005.
Un cambiamento è all'orizzonte
Per l'ultima parte dell'estate, MeteoSvizzera prevede però un graduale cambiamento delle condizioni meteorologiche. Dopo un inizio di settimana ancora canicolare, dal 20 agosto la situazione non dovrebbe più essere dominata dall'alta pressione e dall'afflusso sulle Alpi di masse d'aria calda di origine subtropicale. Sono invece attese correnti occidentali meno calde e a tratti umide, accompagnate da un generale calo delle temperature. La fine dell'allerta canicola resta prevista per mercoledì 19 agosto.
Siccità? Dipende dall'autunno
Rimane incerta la quantità di precipitazioni che cadrà entro il 31 agosto, quando terminerà l'estate meteorologica, anche se sono previste alcune piogge. Non saranno tuttavia sufficienti a porre fine alla siccità in così poco tempo: l'evoluzione della situazione dipenderà anche dalle condizioni meteorologiche dell'autunno 2026.
Manca solo l'ufficialità
Per stabilire definitivamente se quella del 2026 sarà l'estate più calda mai misurata bisognerà attendere la fine del mese. Secondo MeteoSvizzera, tuttavia, è già molto probabile che venga stabilito un nuovo primato. L'estate 2003, finora la più calda, aveva registrato un'anomalia di +3,0 °C rispetto alla media 1991-2020, mentre quella del 2022 si era fermata a +2,3 °C. Per il 2026 la previsione indica un'anomalia media di circa +3,2 °C, con un intervallo compreso tra +2,7 e +3,9 °C legato all'incertezza sulle temperature delle ultime due settimane. Anche se queste risultassero più fresche del previsto, il 2026 sarebbe comunque la seconda estate più calda mai registrata.
Il futuro è rovente
Il quadro viene inserito da MeteoSvizzera nella prospettiva delineata dai nuovi scenari climatici Clima CH2025, sviluppati insieme a diversi atenei svizzeri. Con i provvedimenti attualmente previsti per ridurre le emissioni di gas a effetto serra di origine antropica, gli scenari stimano che verso la fine del secolo la temperatura media globale sarà di circa 3 °C superiore a quella del periodo preindustriale. In queste condizioni, le estati in Svizzera sarebbero mediamente circa 3,5 °C più calde rispetto al periodo 1991-2020, con un intervallo di incertezza compreso tra 2,2 e circa 5 °C.
Rimpiangere l'estate 2026
Secondo MeteoSvizzera, questo significa che, quando i neonati di oggi saranno anziani, un'estate come quella del 2026 potrebbe risultare poco più fresca della media. Le estati estreme si collocherebbero quindi attorno a una nuova normalità climatica più calda, con anomalie termiche ancora più marcate.
Un'estate comunque siccitosa
Un ragionamento analogo riguarda le precipitazioni. La siccità attuale deriva anche dalle condizioni delle stagioni precedenti, ma, limitando l'analisi all'estate, la proiezione nazionale per la fine della stagione indica precipitazioni pari al 70% della media 1991-2020, con un intervallo di incertezza di circa il 50-90%. Gli scenari CH2025 prevedono che, in un mondo più caldo di 3 °C rispetto al periodo preindustriale, le precipitazioni estive saranno circa il 20% inferiori a quelle del 1991-2020. Anche nel clima previsto per il futuro, dunque, l'estate 2026 sarebbe probabilmente risultata siccitosa.



