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Quante auto in fiamme... o no?

In Ticino sono in realtà poche decine di casi all'anno, ma sempre accompagnati da grande clamore. Quali sono le cause? E ci sono veicoli più a rischio? Ne parliamo con Laurent Pignot, portavoce del TCS
Quante auto in fiamme... o no?
FVR / M. Franjo
Quante auto in fiamme... o no?
In Ticino sono in realtà poche decine di casi all'anno, ma sempre accompagnati da grande clamore. Quali sono le cause? E ci sono veicoli più a rischio? Ne parliamo con Laurent Pignot, portavoce del TCS

LUGANO - Solo qualche giorno fa è accaduto a un camion, all'altezza di Biasca. Alla fine di luglio era invece stata un'automobile ─ sempre sull'A2, ma all'altezza di Faido ─ a prendere fuoco. In entrambi i casi con grossi disagi al traffico. E tornando alla scorsa primavera, ricordiamo quello avvenuto nell'autorimessa di una palazzina a Breganzona, dove un'auto ha preso fuoco improvvisamente danneggiando altre vetture e parte della struttura. Anche in quel caso con una grande eco mediatica, come spesso accade quando un veicolo si ritrova avvolto dalle fiamme. Al punto che, anche se si parla di poche decine di casi all'anno, la percezione è che siano in realtà di più.

Ma a cosa sono dovuti questi incidenti? Ci sono veicoli più a rischio di altri? E cosa si può fare per prevenirli? Sono alcune delle domande che abbiamo rivolto a Laurent Pignot, portavoce del Touring Club Svizzero.

«Ogni caso va valutato a sé»
«Le cause possono essere diverse e ogni caso va naturalmente valutato singolarmente», spiega Pignot. «Tra le più frequenti vi sono i guasti tecnici e una manutenzione insufficiente. Liquidi infiammabili possono ad esempio fuoriuscire da tubazioni deteriorate, non più perfettamente ermetiche o danneggiate ed entrare in contatto con componenti molto caldi. Anche cavi danneggiati o sovraccarichi, cortocircuiti e archi elettrici in corrispondenza di collegamenti allentati possono provocare un incendio».

A questi si sommano poi tutta una serie di fattori esterni o comunque secondari, «come incidenti, atti vandalici o la propagazione delle fiamme da altri oggetti, nonché errori di manutenzione o modifiche apportate al veicolo». Nel complesso, tuttavia, c'è una buona notizia: ovvero che «molti di questi rischi possono essere sensibilmente ridotti attraverso una manutenzione regolare».

"Ma era un'auto elettrica?"
Un'altra domanda che si sente spesso riecheggiare, quando si parla di un incendio che ha interessato un veicolo è se questo era o meno un veicolo elettrico. Una domanda che ha senso? Le auto elettriche sono effettivamente più a rischio di quelle tradizionali? Non è così.

«I dati disponibili non indicano un rischio d’incendio maggiore per le auto elettriche», conferma Pignot. «Al contrario, le statistiche più complete a nostra disposizione mostrano una tendenza molto chiara. In Norvegia, dove circolano oltre un milione di auto elettriche e gli incendi dei veicoli vengono rilevati statisticamente, tra il 2016 e giugno 2026 sono stati registrati quasi 13'000 incendi di veicoli, di cui 519 riguardavano auto elettriche. Rapportando questi dati al parco circolante, la frequenza degli incendi delle auto elettriche risulta circa sei volte inferiore rispetto all'insieme delle automobili».

Detto questo, va «considerato che il parco delle auto elettriche è mediamente più giovane rispetto a quello dei veicoli convenzionali. Sarà quindi necessario attendere ancora alcuni anni per capire quale influenza avrà l'invecchiamento dei veicoli su queste statistiche». Inoltre, in Svizzera, non esiste attualmente una statistica degli incendi che distingua sistematicamente tra benzina, diesel, elettrico o altri tipi di propulsione.

Quello che invece è vero e che la gestione degli incendi che interessano i veicoli elettrici può essere molto più complessa. In particolare «quando la batteria ad alta tensione è coinvolta. Il problema non riguarda necessariamente il primo intervento di spegnimento, ma soprattutto la durata dell'evento e le fasi successive. In Svizzera i pompieri utilizzano generalmente acqua: una batteria coinvolta nell'incendio non può propriamente essere "spenta", ma deve essere raffreddata. Occorre inoltre monitorarne lo stato e adottare precauzioni specifiche per il successivo trasporto e stoccaggio del veicolo».

«I segnali anomali non vanno ignorati»
Gli incendi dei veicoli restano tuttavia un evento relativamente raro. E, come già evidenziato qualche riga fa, ridurre ulteriormente il rischio che il proprio veicolo possa prendere fuoco è possibile attraverso una manutenzione regolare. «È fondamentale», sottolinea il portavoce del TCS, precisando che «eventuali perdite di liquidi o problemi all'impianto elettrico devono essere riparati rapidamente e segnali anomali come odore di bruciato, fumo o calore eccessivo non devono essere ignorati».

Se poi il peggio dovesse capitare e la nostra auto dovesse malauguratamente preda delle fiamme, il consiglio del TCS è quello di avere con sé a bordo un estintore adeguato. Detto questo, «la priorità assoluta rimane però la sicurezza delle persone». E la procedura da seguire si compone di pochi passi: «Fermare il veicolo in un luogo sicuro, spegnere il motore, mettere immediatamente in sicurezza tutti gli occupanti e allertare i pompieri al 118. Un principio d'incendio dovrebbe essere affrontato personalmente soltanto se è possibile farlo senza esporsi ad alcun pericolo».

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