L'ultimo saluto a Fabio Gaggini

Lo sport. La Città. La gente. Centinaia di persone hanno accompagnato il già presidente dell’HCL oggi al cimitero di Lugano.
Lo sport. La Città. La gente. Centinaia di persone hanno accompagnato il già presidente dell’HCL oggi al cimitero di Lugano.
LUGANO - C’era tanta Lugano – ma non solo – a dare l’ultimo saluto, questo pomeriggio, a Fabio Gaggini, avvocato e figura storica dell’Hockey Club Lugano, scomparso la scorsa settimana all’età di 70 anni.
La Lugano dello sport, con il cuore della società bianconera in prima fila. La Lugano delle istituzioni e della politica, rappresentata dal sindaco Michele Foletti e dal vicesindaco Roberto Badaracco. La Lugano della gente. Tanta. Centinaia le persone presenti ad attendere il feretro ai cancelli del cimitero di Lugano. Familiari, amici, tifosi, ad accompagnarlo verso il suo ultimo viaggio, con gli occhi lucidi e in quel silenzio armonioso che solo la folla è capace di creare.
La cerimonia, composta e discreta come lo era Gaggini, è stata scandita da ricordi e brani musicali «molto cari a Fabio». A partire dallo storico inno “Forza Lugano, Forza”. E, così come è stato per la sua vita, anche il giorno del suo saluto si è tinto di bianconero. E non poteva non essere così. Dai vessilli che hanno accompagnato il carro funebre – «Sempre insieme a te…» recitava il più grande, sventolato dai ragazzi della curva – agli aneddoti di chi quei momenti li ha vissuti al suo fianco. Nello sport. Nel lavoro. A casa.
Gaggini, che del club bianconero è stato anima e storia. Prima sui pattini e poi, ancor di più, dietro la scrivania. Fu il giovane capitano della squadra che nella stagione 1981/82 conquistò la promozione in serie A e, soprattutto, il presidente che nell’irripetibile notte del 5 aprile 1999 sollevò sul ghiaccio di Ambrì, tra le mura di casa del rivale di sempre, la coppa di Campione svizzero.
Ma il ricordo più dolce è stato quello che, in conclusione di cerimonia, i figli di Gaggini hanno dedicato a quel padre che «se n’è andato troppo presto». «Per noi sei stato prima un eroe e poi un esempio».






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