Milioni di pesci morti di caldo

Secondo il direttore della Federazione svizzera di pesca, serviranno anni prima che la popolazione ittica possa riprendersi.
BERNA - La torrida estate ha provocato la morte di centinaia di migliaia di pesci in Svizzera, e il bilancio potrebbe aggravarsi ulteriormente. «La situazione per i pesci è catastrofica», ha dichiarato David Bittner, direttore della Federazione svizzera di pesca, durante il programma "Tagesgespräch" della SRF.
«Prevediamo che questa estate del secolo causerà milioni di pesci morti», ha aggiunto Bittner, sottolineando che saranno necessari anni prima che le popolazioni ittiche possano riprendersi.
Secondo Bittner, la combinazione di siccità e temperature elevate rappresenta una minaccia particolarmente grave per l’ecosistema acquatico. Molte specie ittiche autoctone dipendono infatti da acque fredde: già a circa 20 gradi Celsius entrano in stato di stress, mentre a 25 gradi la temperatura dell’acqua può diventare letale. Inoltre, l’acqua calda contiene meno ossigeno disciolto, aumentando ulteriormente lo stress per i pesci.
Questa emergenza si abbatte su popolazioni ittiche già in condizioni critiche: tre specie autoctone su quattro sono inserite nella lista rossa delle specie minacciate. «Molte persone non ne sono consapevoli», ha spiegato Bittner. «Dietro la facciata si sta consumando una lenta e cronica moria.»
Per evitare che i pesci muoiano a causa della siccità, associazioni di pesca, pescatori e autorità cantonali hanno organizzato operazioni di salvataggio. In alcuni casi, i pesci sono stati catturati con dispositivi di pesca elettrica da corsi d’acqua in via di prosciugamento e trasferiti in altri habitat. Ma Bittner avverte: si tratta solo di misure di emergenza. Per il futuro, servono soluzioni strutturali.
Tra queste, secondo Bittner, figurano una più rapida attuazione della legge sulla protezione delle acque, la riqualificazione ecologica delle centrali idroelettriche e la garanzia di quantità sufficienti di acqua residua nei corsi d’acqua.
Le normative in materia esistono già, precisa Bittner, ma la loro applicazione procede troppo lentamente. I termini previsti dalla legge sono già scaduti.



