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LUGANO

Alta tensione per FC Lugano contro Maccabi Tel Aviv: «Cantone e Comune si assumano le loro responsabilità»

Tre gruppi a sostegno della Palestina parlano di tifosi «noti per ripetuti comportamenti violenti e il sostegno all'occupazione israeliana». E il PS Lugano: «Non è accettabile che il mondo del calcio agisca come se nulla stesse accadendo».
Alta tensione per FC Lugano contro Maccabi Tel Aviv: «Cantone e Comune si assumano le loro responsabilità»
Imago
Fonte Volontari e Ticinesi Palestina
Alta tensione per FC Lugano contro Maccabi Tel Aviv: «Cantone e Comune si assumano le loro responsabilità»
Tre gruppi a sostegno della Palestina parlano di tifosi «noti per ripetuti comportamenti violenti e il sostegno all'occupazione israeliana». E il PS Lugano: «Non è accettabile che il mondo del calcio agisca come se nulla stesse accadendo».

LUGANO - Si terrà dopodomani, 20 agosto, alla AIL Arena la partita tra FC Lugano e Maccabi Telaviv FC. E tensione e malumori non mancano.

I gruppi 24 maggio, Volontari ticinesi per i diritti umani in Palestina e l’Associazione SHWAG (Swiss Healthcare Workers Against Genocide), in particolare, non ci stanno, e hanno espresso il loro rammarico per la decisione di ospitare questa partita a Lugano.

«Brutalità estrema, va utilizzato ogni strumento di pressione»
Le tre realtà sottolineano il contesto di violenza e oppressione che colpisce la popolazione civile a Gaza e nei territori palestinesi occupati. «La brutalità esercitata dal governo israeliano ha raggiunto livelli estremi, tanto che autorevoli osservatori internazionali hanno parlato di genocidio a Gaza e di pogrom in Cisgiordania». In questo contesto, i gruppi ritengono che ogni strumento di pressione, anche simbolico, debba essere utilizzato dagli Stati firmatari delle Convenzioni di Ginevra per spingere Israele a rispettare il diritto internazionale.

«Stop a collaborazioni sportive, economiche e scientifiche»
Le organizzazioni criticano dunque le collaborazioni sportive, culturali, scientifiche ed economiche che la Svizzera continua a intrattenere con Israele, sottolineando che tali rapporti non sono neutrali. «Anche in Israele, esponenti della minoranza pacifista sostengono che solo una forte pressione internazionale, a tutti i livelli – anche il rifiuto di giocare una partita di calcio – possa incrinare il consenso che permette il protrarsi di questa politica e contribuire a smantellare il sistema di oppressione e ingiustizia in atto».

Viene quindi giudicato deplorevole che la UEFA continui ad ammettere squadre israeliane alle proprie competizioni. «Lo sport non può dichiararsi neutrale di fronte a gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale: gli stessi criteri che hanno portato -giustamente - a escludere gli atleti russi dalle competizioni internazionali devono valere per ogni Paese».

Nessuna protesta, «per evitare un'escalation»
«Considerati i precedenti della tifoseria del Maccabi, nota per il sostegno all’occupazione israeliana e per ripetuti comportamenti violenti, e quanto avvenuto ad Amsterdam» i tre gruppi hanno comunque scelto di non partecipare a una protesta diretta sul campo, al contrario di altre organizzazioni, «per evitare provocazioni e una possibile escalation». Tuttavia, sottolineano che questa scelta non equivale a tacere, ma rappresenta un invito a privilegiare la ragione critica, l’empatia e la ricerca di verità e giustizia.

Le organizzazioni chiedono dunque al Municipio di Lugano, al Governo ticinese e al FC Lugano di assumersi le proprie responsabilità ed esprimere una posizione chiara sulla questione. «La presa di distanza dell’onorevole Badaracco rispetto alla partecipazione del Maccabi alle competizioni UEFA è un primo, ancorché timido, segnale. Vorremmo che altre voci politiche e istituzionali prendessero posizione con ancor più chiarezza, come il Governo ticinese ha saputo fare il 28 maggio 2025 quando chiese al Consiglio federale una ferma condanna delle azioni di Israele».

Il PS Lugano: «Non è solo una questione sportiva»
Segue a ruota, intanto, anche il PS Lugano. «Guardiamo con orrore al genocidio in corso a Gaza, alla distruzione sistematica del territorio palestinese e alle gravissime violazioni del diritto internazionale commesse dal governo e dalle autorità israeliane. Di fronte al massacro della popolazione civile, alla fame utilizzata come strumento di guerra, all’occupazione e alla colonizzazione dei territori palestinesi, il silenzio e l’inazione non sono più accettabili. La Svizzera deve assumere una posizione chiara, adottare misure concrete nei confronti del governo israeliano e lavorare per una pace giusta fondata sul riconoscimento dei diritti del popolo palestinese».

In vista della partita, inoltre, il PS Lugano denuncia l’ipocrisia delle istituzioni calcistiche nazionali e internazionali. «Non è accettabile che il mondo del calcio agisca come se nulla stesse accadendo, applicando criteri e sanzioni differenti a seconda dei Paesi coinvolti. Lo sport non è estraneo alla società e non può diventare uno strumento di normalizzazione o di rimozione delle responsabilità politiche. Quando le decisioni delle istituzioni sportive hanno conseguenze concrete sulla sicurezza, sulla convivenza e sulla vita pubblica di una città, la questione non è più soltanto sportiva: la politica ha il dovere di occuparsene e di chiedere che queste conseguenze siano valutate seriamente».

Infine, riguardo alle proteste previste, «la libertà di manifestazione e di espressione è essenziale in una società democratica e non può essere limitata equiparando genericamente la protesta politica a un pericolo per l’ordine pubblico. Le autorità devono garantire che la mobilitazione annunciata si svolga liberamente, pacificamente e in sicurezza».

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