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LUGANO

Domani arriva il Maccabi. Ma perché preoccupa così tanto?

La tifoseria israeliana, la mobilitazione pro-Palestina, i timori delle autorità (e della politica) e i precedenti di Amsterdam e Birmingham
Domani arriva il Maccabi. Ma perché preoccupa così tanto?
Imago
I tifosi del Maccabi Tel Aviv in occasione della partita del novembre 2024 ad Amsterdam.
Domani arriva il Maccabi. Ma perché preoccupa così tanto?
La tifoseria israeliana, la mobilitazione pro-Palestina, i timori delle autorità (e della politica) e i precedenti di Amsterdam e Birmingham

LUGANO - Ad accendere i primi riflettori sull'incontro di Conference League di domani tra FC Lugano e Maccabi Tel Aviv è stata, la scorsa settimana, un'interrogazione dell'MPS che chiedeva al governo «quali misure» mettere in campo per «prevenire disordini, violenze e comportamenti razzisti». Quindi, Gaza Action Ticino ─ con lo slogan «No alla partita della vergogna» ─ ha annunciato una mobilitazione. E per la Città di Lugano sarà una situazione che «non è facile da gestire». Ma perché l'arrivo dei tifosi del Maccabi preoccupa tanto?

Chi sono i "Maccabi Fanatics"?
Facciamo un passo indietro, ponendo prima un'altra domanda: chi sono i tifosi del Maccabi di Tel Aviv? A rispondere sono le cronache di questi ultimi anni. I sostenitori della squadra più titolata di Israele, hanno al loro interno una frangia nota per essere violenta. E soprattutto ─ parliamo dei "Maccabi Fanatics", ossia il principale gruppo ultras del club ─ si tratta di una frangia politicizzata il cui dna si rifà alla destra radicale israeliana.

Ed è proprio quest'ultimo fattore ad aver agito da innesco alle preoccupazioni; prevalentemente legate a quanto potrebbe accadere fuori dal manto erboso dell'AIL Arena. Anzi, diciamo pure senza alcun legame con quanto accadrà dopo il fischio d'inizio. E senza ─ anche questo va sottolineato ─ che siano i tifosi israeliani a "scagliare la prima pietra".

Il precedente di Amsterdam...
La preoccupazione, ha scritto l'MPS nel suo atto parlamentare, «nasce pensando ai gravi fatti verificatisi ad Amsterdam» in occasione della partita con l'Ajax, del novembre 2024, che «hanno dimostrato quanto rapidamente una partita di calcio possa trasformarsi in una situazione di grave ordine pubblico quando alla rivalità sportiva si sovrappongono le tensioni legate al conflitto israelo-palestinese».

Quei fatti ebbero ampio risalto sulla stampa internazionale e vale la pena ripercorrerli, partendo dai numeri: 7 persone ricoverate in ospedale, quasi una trentina di feriti e oltre 50 persone arrestate a seguito degli scontri. Le tensioni presero il via già alla vigilia del match di Europa League ─ alcuni filmati testimoniano la presenza di sostenitori israeliani intenti a strappare bandiere palestinesi dall'esterno delle abitazioni, il tutto condito da altri vandalismi e da cori razzisti ─, ma fu dopo la partita che la situazione degenerò davvero. Al fischio finale, quando la tifoseria israeliana lasciò la Johan Cruyff Arena, venne aggredita da alcuni gruppi locali.

La stampa internazionale parlò di «agguato» e «trappola» e la vicenda, rilanciando il dibattito su odio e antisemitismo, finì a stretto giro anche sui banchi dell'Europarlamento.

... e il divieto di Birmingham
Un anno dopo, un'altra trasferta internazionale del Maccabi Tel Aviv diede vita a un nuovo caso politico. L'occasione era, nuovamente, una partita di Europa League, questa volta però in casa dell'Aston Villa, agli inizi di novembre 2025. E in quell'occasione, le autorità della città di Birmingham annunciarono, un paio di settimane prima dell'incontro ─ e un paio di settimane dopo l'attacco a una sinagoga di Manchester ─ il divieto per la trasferta della tifoseria organizzata israeliana per paura di attacchi antisemiti.

Una scelta che fu aspramente criticata tanto dal governo di Israele quanto al 10 di Downing Street ─ con l'allora premier Keir Starmer che parlò di una «decisione sbagliata» perché le autorità di polizia devono «assicurare che tutti i tifosi possano godersi le partite senza temere violenza o intimidazione».

E la questione continuò a tenere banco anche dopo l'incontro, quando emerse che le autorità locali ─ polizia inclusa ─ avevano motivato la decisione basandosi su informazioni che si sono in seguito rivelate errate ed elaborate ricorrendo anche all'intelligenza artificiale. La bufera, oltre la Manica, fu inevitabile.

A Lugano pochi tifosi del Maccabi
Ma torniamo al presente e a Lugano. Sia da parte della Polizia cantonale che dalla società dell'FC Lugano sono arrivate rassicurazioni negli ultimi giorni. Le autorità, pur non divulgando, come da prassi, dettagli sul dispositivo, stanno monitorando da giorni la situazione. Mentre la società bianconera, in una breve nota stampa pubblicata martedì scorso, ha comunicato che «saranno adottate tutte le misure di sicurezza necessarie, attraverso un dispositivo coordinato e adeguato alle circostanze, con personale e strutture pronti a intervenire».

Anche sul fronte dei numeri il quadro, sempre per voce della società luganese, la presenza degli ospiti sembra ridimensionare i timori della vigilia. Infatti «non è prevista una presenza numericamente significativa di tifosi israeliani».

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