Subito scintille, a Pronzini spengono il microfono

Il deputato MPS ha chiesto di sospendere la seduta per inserire all'ordine del giorno la discussione sulla recente sentenza del Consiglio della magistratura. Richiesta affossata dal plenum
BELLINZONA - Pronti, partenza e sono subito scintille. La seduta di Gran Consiglio è entrata immediatamente nel vivo ─ dopo le comunicazioni di rito da parte della presidente Daria Lepori ─ con una richiesta di sospensione della seduta, formulata da Matteo Pronzini, per poter inserire all’ordine del giorno una discussione sulla recente sentenza del Consiglio della magistratura relativa alla gestione della querela di parte, datata 2021, contro Claudio Zali da parte del procuratore generale Andrea Pagani. Richiesta, lo diciamo subito, bocciata a larga maggioranza (71 contrari) dal plenum.
Nei pochi minuti che hanno separato l’apertura della seduta dalla prima votazione, come detto, gli animi si sono rapidamente surriscaldati dopo che il deputato MPS, argomentando la sua richiesta dal pulpito, ha mostrato, in alcune slide, frammenti degli atti giudiziari legati al suddetto caso.
Il microfono spento
«Noi abbiamo la competenza per eventualmente fare ricorso a questa decisione del Consiglio della magistratura» e «io ho portato gli elementi che a nostro avviso pongono dei problemi. Ve li abbiamo dati in modo che possiate decidere con cognizione di causa», ha sottolineato Pronzini che, “beccato” dalla collega Natalia Ferrara ─ «Non siamo sopra la legge. Non si può ogni volta, con delle mozioni d’ordine, approfittare del pulpito e dell’immunità parlamentare per raccontare dei fatti protetti dal segreto» e, ha concluso, «non ho intenzione di prestarmi a questo massacro in tutte le sedute di questo parlamento» ─, ha poi tirato in ballo «la Navigazione» e presunte minacce «a due parlamentari».
Richiamato dalla presidente Lepori ─ «per piacere, rimaniamo sul tema» ─, Pronzini ha ribadito il punto e il suo microfono è stato quindi spento. «Non va bene così», ha replicato. «Va bene, perché la questione sta degenerando», ha ribattuto la presidente.
«Pronzini ha mandato una lettera, l’Ufficio presidenziale l’ha esaminata, l’ha valutata. Pronzini riceverà una risposta. Quando la riceve, faccia quello che vuole. Ma che adesso debba insistere, quando l’Ufficio presidenziale ha preso una decisione… non credo che dobbiamo ritornare in tema. La valutazione che è stata fatta dall’Ufficio presidenziale è seria e documentata, quindi non c’è bisogno di sospendere ancora», ha aggiunto Matteo Quadranti.
«Voi dite che l’Ufficio presidenziale ha fatto un’analisi seria e documentata. Di cosa? Io non l’ho vista. Sarebbe una buona cosa che il Parlamento, quando si pronuncia nel merito di una richiesta, potesse avere tutti gli elementi, eh, sui quali, eh, svolgere questa discussione», ha replicato quindi Giuseppe Sergi, prima che la richiesta dell’MPS venisse affossata dal plenum.



