Pellet che "scotta": «Meglio acquistare ora»

Prezzi in salita spinti dai rincari di trasporti e delle materie prime. E potrebbero crescere ancora con l'arrivo dell'inverno
LUGANO - Cassa malati, benzina, inflazione galoppante... La voglia di rimanere chiusi in casa, in un mondo che vuole essere sempre più elitario e con l'autunno che chiama al rallentamento, avrà sfiorato in molti. Ma attenzione, perché anche l'accogliente tepore delle proprie quattro mura subirà rincari.
Se ne sarà già accorto chi, per tempo, ha iniziato a "metter legna in cascina". Pellet, per l'esattezza. Il prezzo dei cilindretti di legno pressato usato come combustibile è infatti aumentato rispetto allo scorso anno e potrebbe crescere ancora.
A pesare sono soprattutto i trasporti e la materia prima, ci spiega Lorenzo Zanetti, co-fondatore e membro del Consiglio di Amministrazione di PelleTicino SA, giovane azienda con sede a Biasca specializzata nella produzione di pellet di legno locale e 100% ticinese.
Nel suo caso, spiega, l'aumento registrato rispetto all'anno scorso si aggira attorno al 5%. Ma in giro si trovano rincari ancora più elevati. Alla domanda sulle ragioni di questa nuova impennata dei prezzi, indica anzitutto l'aumento del prezzo del gasolio «cresciuto notevolmente». Il costo del trasporto del pellet, soprattutto sulle lunghe distanze, finisce quindi per incidere sul prezzo finale. Ecco perché gli importatori hanno prezzo al sacco così elevati.
E per chi deve rifornirsi in vista dell'inverno? Prevedere l'andamento delle quotazioni con certezza non è possibile, sottolinea Zanetti, ma «conviene acquistare adesso». La previsione, sulla base anche dell'andamento della materia prima, è infatti quella di aumenti ulteriori nei mesi invernali.
In questo momento l'azienda di Biasca, riesce a mantenere un prezzo concorrenziale. Questo grazie alla produzione diretta: «Lo facciamo noi e vogliamo tenere un prezzo che sia abbordabile», spiega. Zanetti però non assicura che la cifra attuale possa essere mantenuta nei mesi più freddi, tra dicembre e marzo. Ai clienti, precisa, viene indicato il prezzo attuale «senza garanzia che non aumenti anche da noi».
Ma riscaldare con il pellet conviene ancora? Secondo l'operatore, resta comunque conveniente rispetto al gasolio anche per chi lo acquista a più di 7 franchi al sacco.
Anche Dario Previti, direttore di Thermocentro Service SA a S. Antonino, conferma il rincaro, pur invitando a non creare allarmismi. Rispetto allo scorso anno, spiega, il livello dei prezzi è oggi «circa il 10%» più alto. E per ottobre il fornitore dell'azienda ha indicato «un trend di crescita di circa 40 franchi a tonnellata in più». A incidere sono come già detto sia l'energia necessaria alla produzione sia, soprattutto, i trasporti: «nota dolente sul prezzo finale, con il gasolio schizzato alle stelle», sottolinea Previti.
Con l'arrivo del freddo, ci tiene a precisare, è inoltre normale che i prezzi tendano a salire: cresce la domanda e il prodotto può diventare più caro. Per questo, osserva Previti, acquistare in estate resta tendenzialmente più conveniente. Chi non lo ha ancora fatto, insomma, è giusto che si muova per tempo se vuole risparmiare qualcosa. Non c'è però da temere problemi di approvvigionamento, assicura Previti. «Disponiamo di una capacità di stoccaggio tale da poter garantire le forniture ai nostri clienti».
Un invito, semmai, è a prestare attenzione alle certificazioni: «Si spende qualcosina in più, ma con la garanzia di un determinato potere calorico e di un prodotto che preserva la salute della propria stufa o caldaia».



