«Villa Sassa sarà un quattro stelle superior e il Principe Leopoldo punterà alla stella Michelin»

Daniele Lardi di Dot Life SA spiega il progetto di rinnovamento dei due hotel e fa chiarezza sui 140 licenziamenti temporanei: «Vogliamo riaprire il più presto possibile».
Daniele Lardi di Dot Life SA spiega il progetto di rinnovamento dei due hotel e fa chiarezza sui 140 licenziamenti temporanei: «Vogliamo riaprire il più presto possibile».
LUGANO - Quattro mesi di chiusura, da gennaio a fine aprile 2027, per rinnovare contemporaneamente Villa Sassa e il Principe Leopoldo, con una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge circa 140 dipendenti. Daniele Lardi, presidente del CdA della società di gestione Dot Life SA, punta a ridurre al minimo lo stop delle due strutture e a recuperare alla riapertura il personale.
Presidente, come siete arrivati a questa soluzione?
«Gli architetti progettisti ci hanno proposto chiusure di due o tre anni, cosa che assolutamente non volevamo perché non vogliamo perdere i nostri collaboratori. Siamo riusciti a trovare un progetto comune che prevede una chiusura simultanea delle due strutture per quattro mesi circa, da gennaio a fine aprile. Chiaramente richiede un sacrificio anche da parte dei lavoratori ma cercheremo in tutti i modi di riaprire il prima possibile».
Quando arriverà la decisione definitiva sui licenziamenti?
«Finita la procedura di consultazione, che terminerà questo venerdì, prenderemo la decisione sull'eventuale licenziamento collettivo di queste 140 persone, che verrà comunicato entro fine ottobre».
A che punto siete?
«Abbiamo avviato la procedura di consultazione incontrando tutti i collaboratori coinvolti, a oggi abbiamo già sentito più di 110 persone».
Quali misure di accompagnamento prevedete?
«Una serie di misure sono già state prospettate: un bonus fedeltà per chi lavorerà fino alla fine di dicembre. Offriamo poi la possibilità di lavorare in inverno nelle strutture di St. Moritz, per poter avere un impiego alternativo. Abbiamo anche un hotel qui a Cademario, il Kurhaus Cademario, che è il terzo hotel del gruppo Dot Life: offriamo una serie di possibilità che ogni dipendente poi, caso per caso, deciderà».
Come hanno accolto i lavoratori la comunicazione?
«Ognuno ha la sua situazione, però ci sembra che ci sia un intento comune. Abbiamo prima presentato anche il progetto in sé, con dei rendering, per mostrare che vi sarà un'effettiva trasformazione di queste due strutture, con un investimento finanziario molto importante. Poter tornare a lavorare in un luogo moderno, con tutti i servizi che magari oggi sono un po' datati, migliorerà l'ambiente lavorativo».
Quale la distribuzione fra residenti e frontalieri?
«Circa il 30% di questi 140 è residente in Svizzera e circa il 70% è composto da frontalieri residenti in Italia, che sottostanno ad altre regole per la disoccupazione».
Con la trasformazione cambieranno anche le figure professionali?
«Le figure restano le medesime. Entrambe le strutture disporranno di nuove cucine con nuovi ristoranti. Cercheremo di trattenere o di recuperare alla riapertura le figure che hanno lavorato per tanti anni con noi e a cui siamo molto legati, e di trovare nuove competenze, nuove figure sul territorio. Sappiamo che non è facile in questi settori».
Come cambieranno Villa Sassa e Villa Principe Leopoldo?
«All'Hotel Villa Sassa abbiamo un quattro stelle, che diventerà un quattro stelle superior, e all'Hotel Villa Principe Leopoldo un cinque stelle. L'investimento per Villa Sassa è superiore ai 40 milioni. Negli ultimi anni abbiamo notato che in Ticino sono venute a mancare varie strutture: hanno chiuso diversi hotel e alberghi. Noi abbiamo scelto un'altra strada proprio per poter recuperare e mantenere la forza lavoro».
Quale sarà il vostro posizionamento sul mercato?
«Kurhaus Cademario è la montagna, è il Malcantone, è un quattro stelle wellness con una clientela svizzero-tedesca e tedesca principalmente. Villa Sassa è invece il più grande, con 120-130 camere. Ha una clientela business ed è più legato alla città e alle famiglie. Villa Principe Leopoldo è un cinque stelle, con un ambiente molto più elegante e con un ristorante che punterà a recuperare la stella Michelin che è stata persa».
La governante generale: «Starò un po' a casa»
Se la comunicazione dei 63 licenziamenti non ha fatto piacere al personale di Villa Sassa, c'è chi tra i collaboratori parla di «poca preoccupazione». A spiegarlo è la governante generale della struttura: «Non è bello sapere che il personale viene lasciato a casa, però sappiamo che l'hotel diventerà più bello».
Questo vale anche per i suoi collaboratori?
«Il mio personale l'ha presa bene. Stanno facendo i colloqui con la direzione e per adesso c'è poca preoccupazione. Almeno posso parlare per il mio team, l'housekeeping: ci stiamo aiutando a vicenda».
Proprio nessuna preoccupazione per quello che succederà?
«La parte del team che è residente qui è tranquilla. Non c'è panico».
Tra le possibilità c'è anche quella di lavorare in inverno a St. Moritz?
«Sì. Ci sono delle proposte. Ogni collaboratore adesso ha libera scelta e può anche andare via subito se trova qualcosa: ai giovani che magari non hanno famiglia stanno offrendo diverse possibilità».
E lei, cosa farà?
«Starò a casa. Ma sarò presente per l'azienda quando avranno bisogno di me. Le altre possibilità le ho date a qualcun altro, voglio staccare un po'».




