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Piero Marchesi è consigliere di Stato

Ha dichiarato fedeltà questa mattina alla Costituzione e alle leggi. Subentra a Claudio Zali, dimessosi con effetto al 30 settembre scorso. Il governo è nuovamente al completo
Piero Marchesi è consigliere di Stato
UDC
Piero Marchesi è consigliere di Stato
Ha dichiarato fedeltà questa mattina alla Costituzione e alle leggi. Subentra a Claudio Zali, dimessosi con effetto al 30 settembre scorso. Il governo è nuovamente al completo

BELLINZONA - Il governo ticinese è di nuovo al completo. Piero Marchesi ha giurato fedeltà alla Costituzione e alle leggi questa mattina, mercoledì 7 ottobre, entrando in carica ufficialmente come consigliere di Stato.

Ed è un giorno storico anche per il suo partito, l'UDC, che ritrova un proprio esponente nell'esecutivo cantonale ─ il secondo nella sua storia ─ a un secolo di distanza da Raimondo Rossi, membro dell'allora Partito agrario, che fu in Consiglio di Stato tra il 1922 e il 1927.

Torniamo però al presente. Il subingresso di Piero Marchesi a Palazzo delle Orsoline arriva a una settimana di distanza dall'uscita di scena di Claudio Zali, dimissionario dopo il caos ─ politico e non ─ che lo ha travolto durante la scorsa estate. L'ex consigliere nazionale ─ ed ex presidente dei democentristi ticinesi ─ aveva immediatamente rotto ogni indugio, annunciando di voler accettare l'incarico poche ore dopo l'annuncio delle dimissioni dell'ex direttore del Dipartimento del territorio.

Da sempre critico nei confronti di quello che lui stesso ha definito, a più riprese, il governo "del Mulino Bianco", il neo consigliere di Stato aveva già a suo tempo assicurato «concretezza, impegno e piena disponibilità al lavoro» nonostante il tempo a disposizione prima della fine della legislatura sia limitato. Ad aprile, i ticinesi saranno infatti chiamati alle urne per eleggere il prossimo governo e il prossimo Gran Consiglio.

Sei mesi, quindi, che hanno ancora qualcosa da dire. In cui c'è da condurre in porto una legislatura che, politicamente, ha prodotto poco. Un ultimo preventivo, tendente al rosso sangue, che Marchesi troverà già licenziato dal governo. E un'alleanza, in fase di restaurazione ─ dopo le porte sbattute durante la scorsa estate ─ tra via Monte Boglia e i democentristi, per capire come le due forze dell'area di destra ticinese si presenteranno alle urne.

Da Monteggio a Palazzo delle Orsoline (passando da Berna)
Il percorso politico di Piero Marchesi, classe 1981, inizia nel 2000 con l'elezione nel consiglio comunale di Monteggio. Due legislature dopo, nel 2008 entra per la prima volta in Municipio e quattro anni dopo, nel 2012, diventa sindaco vincendo il ballottaggio contro Vittorino Papa. Resterà alla guida dell'esecutivo comunale, anche dopo l'aggregazione nel comune di Tresa, fino al 18 settembre 2026, quando lascia l'incarico in vista del subingresso in governo.

Nel gennaio 2016 arriva la presidenza dell'UDC ticinese, succedendo a Gabriele Pinoja. Sotto la sua guida, i democentristi ticinesi registrano una costante crescita, sia a livello comunale che cantonale, passando in particolare dai 5 seggi in Gran Consiglio del 2015 ai 9 attuali.

Nel 2019 viene eletto prima in Gran Consiglio e, successivamente, in Consiglio nazionale. Lascia quindi il parlamento cantonale per Berna, trovando poi la riconferma nel 2023. L'anno successivo ricopre anche il ruolo di presidente della Deputazione ticinese alle Camere federali.

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