È morto Marco Blaser

Lo storico conduttore e giornalista radiotelevisivo si è spento all'età di 91 anni, dopo una lunga malattia.
Lo storico conduttore e giornalista radiotelevisivo si è spento all'età di 91 anni, dopo una lunga malattia.
LUGANO - È morto all’età di 91 anni, dopo una lunga malattia Marco Blaser, volto e voce storica del giornalismo radio-televisivo di quella che un tempo si chiamava TSI. A darne notizia è la stessa RSI.
Giornalista già a 19 anni
Blaser è stata una figura emblematica nell’ambito dell’informazione svizzera di lingua italiana e possiamo definirlo a tutti gli effetti il padre del giornalismo televisivo.
Era nato a Lugano il 6 maggio del 1935, e a soli 19 anni ha iniziato la sua carriera giornalistica come collaboratore indipendente per diverse testate, tra cui il Corriere del Ticino. Grande appassionato di radio inizia a collaborare nel 1954 con Radio Montecenri.
La sua prima trasmissione fu la cronaca di arrivo dell'allora consigliere federale Giuseppe Lepori.
Archivio Ti-PressAlla proiezione del documentario “Qui Marco Blaser” al Lux, nel 2018I primi esperimenti di radio-tv di Stato
A 23 anni, nel 1958, entra a far parte della Televisione Svizzera Italiana (TSI), prima come annunciatore e poi come cronista sportivo e di attualità, arrivando a condurre il telegiornale (si chiamava Il Regionale) dagli studi di Zurigo.
Erano i primi anni della tv di Stato e cosi li ha ricordati in una intervista di diversi anni fa: «In quegli anni ci siamo veramente divertiti, lavorando con grande passione e gioia, e abbiamo scoperto che si potevano fare molte cose. Non c’era un modello precostituito: anche gli spettatori imparavano a conoscere la televisione, la guardavano con curiosità e si lasciavano sorprendere da quello che proponevamo».
Una carriera veloce quella di Blaser. La sua capacità di raccontare i fatti con garbo e carisma lo portano a 27 anni a diventare capo dell’informazione TSI, e molti anni più tardi – dal 1986 al 1999 – direttore generale fino all'età della pensione.
Archivio Ti-Press/Francesca AgostaCon Rita Pavone, nel 2006.Da Pasolini alla Loren, le sue grandi interviste
In quasi 30 anni di attività giornalistica sono stati numerosi i personaggi che sono finiti sotto il suo microfono, da Louis Armostrong a Maria Callas dietro le quinte del Poliuto di Gaetano Donizetti al Teatro La Scala, a Sophia Loren che accompagnò a fare shopping a Zurigo, da Pier Paolo Pasolini a Bernardo Bertolucci.
Personalità poliedrica che passava con disinvoltura dalla politica alla cultura, dall’intrattenimento - con la conduzione di spettacoli di varietà – alla cronaca rosa, come quando riuscì a fermare fuori dalla chiesa Rita Pavone e Teddy Reno che si erano appena sposati in totale segretezza, dai giochi olimpici ai Giochi senza frontiere.
È stato produttore di trasmissioni e anche regista: diresse Mike Bongiorno nel 1975 nel primo quiz a colori "Personaggi in fiera", ancor prima che il colore arrivasse alla Rai.
Si è sempre definito un giornalista di trincea, uno che amava scendere per strada e raccontare la vita, uno che non voleva perdersi i grandi appuntamenti della storia: è stato lui a raccontare per noi la morte di papa Giovanni XXIII, l'assassinio di Jonh Kennedy, i funerali di Churchill, il disastro del Vajont, lo sbarco sulla luna.









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