Benzina sì, benzina no: la famiglia luganese nel caos carburante in Calabria

Un giorno l'assalto, l'altro giorno... il deserto: «Non si capisce bene cosa pensare, loro dicono: “La facciamo oggi intanto, domani chi lo sa se c'è».
LUGANO - Sono giornate incandescenti queste, sulle strade e alle pompe di benzina di buona parte della Calabria, con presidi di protesta da parte degli agricoltori (per i prezzi del diesel) e benzinai presi letteralmente d'assalto da file quasi chilometriche di auto.
A finire nel bel mezzo di questo caos è una famiglia del Luganese che aveva optato per una vacanza proprio in quelle magnifiche terre, prediligendo la bassa stagione per evitare la calca: «Eravamo in auto e a un certo punto ci siamo letteralmente incastrati in questa colonna, abbiamo capito solo dopo che erano tutti in attesa di fare il pieno».
Molte le pompe che, a un certo punto, hanno giocoforza dovuto alzare bandiera bianca: niente più diesel e nemmeno benzina. I motivi sono diversi, da una parte ci sono i sempre più evidenti problemi d'approvvigionamento, dall'altra - riportano i media italiani - veri e propri blocchi stradali messi in atto dai protestatari.
In alcuni frangenti gli agricoltori sono riusciti a paralizzare anche l'Autostrada A2 del Mediterraneo, sdraiandosi sull'asfalto: «Per diversi giorni muoversi in auto è stato un azzardo, bisognava tenere d'occhio sempre il navigatore».
Con un bimbo piccolo in viaggio con loro, Manuele e Chiara* hanno iniziato un po' a preoccuparsi: «Abbiamo girato un po' di distributori e le voci erano discordanti, fra chi era possibilista-pessimista: “Ah, non sappiamo se domani ne arriverà” a chi diceva tassativamente: “No, no, qui niente...”. Insomma, un po' di ansia c'è venuta».
Poi però a un certo punto una piccola svolta, anche inaspettata: «È arrivato un camion di rifornimento dalle nostre parti, hanno riaperto come se niente fosse e questa mattina (mercoledì, ndr.) era deserto... abbiamo fatto benzina senza grossi problemi. Non si capisce bene se c'entri davvero la protesta oppure c'è qualcuno che “ci prova” e fa un po' di speculazione...».
Malgrado l'apparente schiarita, quindi, la parola chiave resta incertezza: «Abbiamo parlato con alcune persone della zona e anche loro, appena hanno riaperto, si sono fiondate a rabboccare il serbatoio. Il motivo è che nessuno sa se, dopo questa, arriverà altra benzina. Dicono: “La facciamo oggi intanto, domani chi lo sa se c'è”».
*veri nomi noti alla redazione



