«Io sono Giorgia Meloni»: appartiene solo a lei

La premier registra e tutela la propria voce per combattere i rischi dei deepfake.
ROMA - «Io sono Giorgia Meloni»: la presidente del Consiglio italiana ha fatto registrare il file audio - con il proprio timbro vocale - di questa citazione presso l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO).
Con questa richiesta, presentata il 5 ottobre e resa nota inizialmente sul sito del quotidiano «La Repubblica», la premier italiana intende proteggersi da registrazioni vocali false generate da sistemi di intelligenza artificiale. In altre parole la numero uno di Fratelli d'Italia protegge la propria voce da eventuali clonazioni vocali.
Meloni ha quindi fatto sua la frase «Io sono Giorgia Meloni» - il vocale dura appena quattro secondi - in quanto segno distintivo linguistico. La frase, se ricorda la celebre «Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana», che negli anni è diventata una sorta di marchio di fabbrica di Meloni, scrive ancora il quotidiano italiano.
Il precedente
Della Meloni erano già apparse sul web foto generate dall'intelligenza artificiale. In primavera era passata all'offensiva e aveva invitato a un comportamento responsabile. Di lei circolerebbero infatti diverse immagini false, che «qualche solerte oppositore» spaccerebbe per vere, aveva scritto allora su X.



