Ferma al semaforo, le entra uno sconosciuto in macchina

L'uomo ha poi rubato uno zaino alla signora e si è dato alla fuga. Il racconto della protagonista: «Cinque angeli mi hanno aiutata». La polizia ha in seguito fermato due persone
LUGANO - Ferma al semaforo, si vede spalancare la portiera posteriore. Un uomo a volto scoperto entra velocemente nella vettura, allunga il braccio, le ruba lo zainetto e se la dà a gambe. È accaduto nella serata di sabato 15 agosto a una donna della regione che si trovava in Via Maggio, a Lugano. Alla fine della vicenda interverrà la polizia e due persone finiranno in manette.
Il ladro e il "palo"
Sono circa le 20.30 quando si verifica il fattaccio. La donna reagisce subito. Esce per strada. Urla. Tenta di inseguire il malvivente. «A quel punto un ragazzo in scooter mi dice che ci pensa lui a provare a fermarlo – spiega la signora a tio.ch –. Io quella sera sono stata assistita da cinque angeli. Perché mi hanno aiutata anche gli occupanti della macchina dietro la mia e una coppia che passeggiava a piedi nella zona. Tutti hanno contribuito a fermare quel tizio».
Nel frattempo la donna chiama i soccorsi. Sul posto arrivano agenti della polizia comunale e della cantonale. «Sono stati tutti veloci ed efficienti. Ho in seguito capito che l'uomo che mi aveva derubata aveva un complice. Una specie di "palo". Ecco perché le persone fermate dalle autorità sono state complessivamente due. La loro età apparente? Entrambe sulla trentina. Dal canto mio ho in seguito sporto denuncia per quanto mi è capitato».
Emozioni contrastanti
È un misto di inquietudine e di riconoscenza quello espresso dalla nostra interlocutrice. A confermarlo è lei stessa. «Nella nostra Lugano non si può più pensare di essere al sicuro. Io arrivavo da una giornata spensierata. Avevo fatto un bellissimo giro fino a Livigno, nell'Alta Valtellina: all'andata ero passata dai Grigioni mentre al ritorno da Gandria. Stavo facendo rientro a casa e il navigatore mi aveva fatto transitare da Via Maggio. Ero ferma a un semaforo come qualsiasi altra persona. Quello che è capitato a me poteva accadere anche a qualcun altro».
Allo stesso tempo però la donna spezza una lancia per il senso civico di chi l'ha aiutata e sostenuta. «Vedere cinque persone che si sono prodigate per me è stato commovente. Così come va elogiata la prontezza della polizia. Non sono aspetti da sottovalutare. C'è anche tanto di positivo in questa vicenda».



