«Più sicurezza con i talebani», giovane afghano può essere rimpatriato

L'aggiornamento della situazione nel Paese afghano, il cambio di prassi da parte della SEM e le circostanze individuali hanno pesato contro l'uomo
SAN GALLO - Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha confermato l’allontanamento di un giovane cittadino afghano dalla Svizzera, stabilendo che il rimpatrio verso l’Afghanistan non è generalmente esigibile, salvo in presenza di particolari circostanze individuali. La decisione arriva dopo il cambiamento di prassi adottato dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) nella primavera del 2025.
La domanda d’asilo in Svizzera è stata presentata dal giovane alla fine del 2025. La SEM aveva respinto la richiesta e disposto l’allontanamento, sottolineando che il richiedente era un giovane uomo in buona salute, senza famiglia a carico, con esperienza professionale e il sostegno di familiari rimasti in Afghanistan. Il giovane aveva impugnato la decisione davanti al TAF.
Analisi aggiornata della situazione in Afghanistan
Nella sua sentenza di riferimento, il TAF ha aggiornato l’analisi della situazione in Afghanistan. Secondo il Tribunale, «la situazione sotto il profilo della sicurezza in Afghanistan è migliorata dall’avvento al potere dei talebani, con una diminuzione significativa della violenza armata e del numero di vittime civili». Il TAF tuttavia ammette che la situazione socio-economica e umanitaria rimane critica, aggravata dal rientro forzato di afghani dall’Iran e dal Pakistan, dall’alto numero di sfollati interni, dalle condizioni climatiche sfavorevoli e dal conflitto al confine con il Pakistan. Il rispetto dei diritti umani resta particolarmente problematico per le donne e per le minoranze religiose ed etniche.
Il TAF ha ribadito che l’allontanamento verso l’Afghanistan resta di principio inesigibile, salvo in presenza di circostanze individuali favorevoli, criterio ora applicato a tutto il territorio afghano.
Il giovane non è a rischio, secondo i giudici
Nel caso esaminato, il Tribunale ha ritenuto che il ricorrente non presenti un profilo tale da esporlo a rischi specifici nei confronti del regime talebano, né esistano elementi che facciano temere un trattamento vietato. Il giovane, maggiorenne, in buona salute, senza famiglia a carico, appartenente all’etnia pashtun predominante, con esperienza professionale e una solida rete familiare a Kabul, secondo il TAF, soddisfa le condizioni per un ritorno nel Paese d’origine.
La sentenza è definitiva e non può essere impugnata davanti al Tribunale federale, conclude il TAF.



