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Morta la donna delle telefonate con Zali: «Necessario fare piena luce»

L'MPS ha presentato un'interpellanza al Consiglio di Stato.
Morta la donna delle telefonate con Zali: «Necessario fare piena luce»
Rescue Media
Fonte MPS
Morta la donna delle telefonate con Zali: «Necessario fare piena luce»
L'MPS ha presentato un'interpellanza al Consiglio di Stato.

BELLINZONA - È notizia di ieri: la donna ritrovata senza vita martedì nelle acque del Lago Ceresio è la 52enne che pubblicò le registrazioni delle famigerate chiamate con il consigliere di Stato Claudio Zali. E mentre si attendono i risultati dell'autopsia, gli interrogativi si moltiplicano.

L'MPS ha quindi presentato un'interpellanza al Consiglio di Stato.

«La notizia introduce un elemento di gravità eccezionale in una vicenda già caratterizzata da numerosi interrogativi di natura istituzionale e giudiziaria», premette il partito.

Aggredita dieci giorni prima
La morte della donna, viene sottolineato, «assume particolare rilevanza anche alla luce di un ulteriore fatto: circa dieci giorni prima, la stessa aveva denunciato un’aggressione violenta subita a Melide, per la quale aveva dovuto fare ricorso a cure ospedaliere».

Il Movimento riconosce comunque che, allo stato attuale, «non è possibile affermare alcun collegamento tra l’aggressione denunciata, il decesso e la vicenda concernente Claudio Zali». Ma «proprio per questo la situazione impone il massimo rigore e la massima trasparenza istituzionale».

La crisi politica e le dimissioni di Zali
Già perché la 52enne «è la persona che ha reso pubblici gli audio nei quali Zali si riferiva a episodi di violenza nei confronti di una donna e suggeriva il ricorso alla violenza nei confronti di un’altra persona». Le registrazioni, unitamente ad altri elementi successivamente emersi, hanno contribuito a determinare una grave crisi politica culminata nelle dimissioni di Zali.

È inoltre noto, sottolinea l'MPS, «che nel 2021 la donna aveva già presentato una denuncia, poi ritirata, nei confronti di Zali, riferendo fatti che comprendevano anche episodi di violenza fisica e di minacce».

Alla luce del tragico decesso, secondo i deputati Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini, sorgono diversi interrogativi riguardo alla gestione della vicenda da parte della Magistratura ticinese.

«Non devono rimanere zone d'ombra»
«Appare indispensabile chiedersi se tutti gli elementi allora disponibili siano stati adeguatamente valutati, se le informazioni successivamente emerse siano state messe in relazione con quelle già agli atti e, soprattutto, se vi siano oggi ragioni per procedere a una verifica indipendente e complessiva dell'operato delle autorità che hanno avuto a che fare con le diverse segnalazioni».

Per l'MPS «non si tratta di chiedere al Governo di interferire nell'attuale procedimento penale concernente il decesso della donna, né di sostituirsi alla magistratura nelle sue valutazioni investigative. Ma di garantire che, in una situazione che coinvolge una persona deceduta dopo aver pochi giorni prima denunciato un’aggressione che era stata direttamente coinvolta in una vicenda politico-istituzionale di eccezionale gravità, non rimangano zone d'ombra sul funzionamento delle istituzioni e sulla gestione dei procedimenti precedenti».

«Solo un accertamento indipendente, completo e trasparente potrà restituire piena fiducia nelle istituzioni e consentire di stabilire se, nelle diverse fasi di questa vicenda, tutto quanto era necessario fare sia stato effettivamente fatto», conclude il Movimento.

Alla luce di quanto precede viene dunque chiesto al Consiglio di Stato:

1. Quali informazioni ha ricevuto il Consiglio di Stato in merito all'aggressione denunicL'ata dalla donna nei giorni precedenti il suo decesso e quali autorità cantonali sono state coinvolte nella relativa gestione?

2. Il Consiglio di Stato è in grado di confermare che, in occasione della denuncia dell'aggressione, la donna abbia fornito agli inquirenti indicazioni concernenti le proprie ipotesi sui possibili mandanti? In caso affermativo, tali elementi sono stati acquisiti e adeguatamente approfonditi nell'ambito dell'inchiesta?

3. Quali sono, allo stato attuale, le informazioni di cui dispone il Governo circa la natura e le circostanze del decesso? In particolare, quali accertamenti medico-legali e investigativi sono in corso e quali autorità sono incaricate di condurli?

4. Il Governo può confermare che nessun elemento attualmente disponibile consente di stabilire un collegamento tra l'aggressione denunciata dalla donna, il suo successivo decesso e la vicenda concernente Claudio Zali?

5. Considerato che la donna aveva già denunciato in passato Claudio Zali e che tale procedimento si era concluso con un non luogo a procedere dopo il ritiro della querela, quanti e quali procedimenti, segnalazioni o interventi delle autorità cantonali hanno riguardato la donna, Claudio Zali o persone direttamente coinvolte nella vicenda dal 2017 ad oggi?

6.Quali non luoghi a procedere sono stati pronunciati nell'ambito di tali vicende, da quali autorità e sulla base di quali circostanze essenziali? Il Governo ritiene che tali procedimenti possano oggi essere oggetto di una verifica sotto il profilo della completezza degli accertamenti allora effettuati?

7. Alla luce dei nuovi fatti, ritiene il Consiglio di Stato opportuno che il Consiglio della magistratura proceda a una verifica indipendente sull'operato delle autorità giudiziarie che, negli anni precedenti, sono state investite delle segnalazioni e delle denunce presentate dalla donna?

8. In caso negativo, per quali ragioni il Governo ritiene che una simile verifica non sia necessaria, tenuto conto della successione degli eventi oggi nota?

9. Il Consiglio di Stato intende segnalare formalmente al Consiglio della magistratura e, per quanto di competenza, alla Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio, la necessità di valutare l'esercizio dell'alta vigilanza sulla gestione delle precedenti vicende giudiziarie concernenti la donna e il contesto della vicenda Zali?

10. Considerato il coinvolgimento, sino a poche settimane fa, del consigliere di stato dimissionario Zali nella conduzione politica dei settori della polizia e della giustizia, ritiene il Governo necessario che gli accertamenti relativi ai fatti precedenti e agli eventuali collegamenti tra i diversi episodi siano affidati, ove possibile, a un'autorità o a magistrati che offrano garanzie particolarmente rafforzate di indipendenza e terzietà?

11. Il Governo ritiene necessario promuovere, nelle forme consentite dall'ordinamento, un accertamento indipendente e complessivo non soltanto sul decesso odierno, ma anche sulla gestione istituzionale delle precedenti segnalazioni riguardanti la donna, in modo da escludere definitivamente eventuali omissioni, sottovalutazioni o conflitti di interesse?

12. Infine, quali ulteriori iniziative intende adottare il Consiglio di Stato affinché, alla luce dei fatti nuovi e drammatici, sia garantito il pieno accertamento della verità, senza pregiudicare le indagini penali in corso né anticipare responsabilità individuali?

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