Docente in carcere: «Servono spazi di segnalazione esterni»

Lo ribadisce l'associazione ErreDiPi.
BELLINZONA - Le nuove indiscrezioni emerse sul docente delle scuole medie di Giubiasco arrestato a marzo «confermano le posizioni e i timori che avevamo già espresso». Lo sottolinea in una presa di posizione l'associazione ErreDiPi, riferendosi alle molteplici segnalazioni fatte sull'arco di una decina d'anni alla Direzione.
«Nel nostro scritto di aprile denunciavamo "un silenzio non neutrale, che crea le condizioni per normalizzare comportamenti inopportuni" e una segnalazione molto tardiva, "giunta solo quando la situazione aveva superato una soglia gravissima e irreversibile"», afferma l'associazione.
«Insistevamo altresì su una criticità evidente del sistema di segnalazione introdotto dal DECS dopo il caso di Lugano: le segnalazioni devono passare per le Direzioni degli istituti», ricorda l'ErreDiPi. «Ci pareva allora "verosimile il rischio, al di là di lodevoli eccezioni, che le direzioni possano temporeggiare, esitare per non voler mettersi contro un docente, per evitare conflitti interni, perché conoscono le persone coinvolte, perché temono ripercussioni sulla reputazione della scuola"».
E «ci pareva pure possibile che le vittime stesse, specie se molto giovani, possano essere restie, almeno in un primo momento, a confidarsi con la direzione della propria scuola».
Alla luce di quanto emerso, l'ErreDiPi rilancia le sue richieste:
- spazi di segnalazione esterni e indipendenti, non subordinati alla gerarchia scolastica, organismi che garantiscano imparzialità, protezione e trasparenza
- un potenziamento della formazione e della prevenzione, per docenti e allievi/e.
Viene inoltre chiesto al DECS di rendere noto:
- quante segnalazioni ha ricevuto;
- cosa ha fatto dopo aver ricevuto queste segnalazioni.
«Ci auguriamo che il DECS rimetta al centro la sicurezza, la dignità e il benessere di chi vive la scuola e doti le istituzioni degli strumenti necessari per farlo davvero», conclude l'ErreDiPi.



