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«Quando affidiamo un figlio alla scuola dobbiamo poterci fidare»

Sul caso del docente di Giubiasco è emerso che numerose segnalazioni, per anni, erano cadute nel vuoto. Stefano Tonini interroga il Consiglio di Stato
«Quando affidiamo un figlio alla scuola dobbiamo poterci fidare»
Ti-Press
Fonte red
«Quando affidiamo un figlio alla scuola dobbiamo poterci fidare»
Sul caso del docente di Giubiasco è emerso che numerose segnalazioni, per anni, erano cadute nel vuoto. Stefano Tonini interroga il Consiglio di Stato

BELLINZONA - «Come genitori abbiamo il diritto di sapere che, quando affidiamo un figlio alla scuola pubblica, esiste una catena di responsabilità chiara e che, se qualcuno segnala qualcosa che non va, quella segnalazione viene presa sul serio». In altre parole: «Dobbiamo poterci fidare». Due passaggi che costituiscono il fulcro di un'interrogazione presentata da Stefano Tonini.

Sullo sfondo c'è nuovamente il caso del docente delle scuole medie di Giubiasco, dal quale è emerso ─ è notizia di ieri ─ che le segnalazioni si erano ripetute più volte sull'arco di una decina d'anni, cadendo però sempre nel vuoto.

E se sul caso specifico «occorre essere chiari e rispettosi del principio della presunzione d’innocenza», lasciando che sia la magistratura a fare il suo lavoro, ci sono interrogativi che «vanno oltre il procedimento penale e che riguardano direttamente il funzionamento della nostra scuola e la capacità dello Stato di proteggere chi le viene affidato», scrive il deputato leghista, sottolineando di scrive «prima di tutto come padre».

«Alla luce delle nuove informazioni emerse ─ si legge nell'atto parlamentare ─ appare quindi necessario ricostruire quanto accaduto negli ultimi mesi» e «verificare cosa fosse eventualmente noto negli anni precedenti, a chi e quali decisioni siano state prese». Da qui le numerose domande che Tonini pone al Consiglio di Stato, chiedendo di chiarire se effettivamente il docente in questione era già stato segnalato e, in caso affermativo, di indicare tempi e natura delle segnalazioni formulate.

«Attraverso quali canali sono state effettuate tali segnalazioni? Chi, all’interno della direzione scolastica, del DECS o di altre strutture cantonali, ne era a conoscenza? Quali verifiche sono state effettuate a seguito delle singole segnalazioni e quali provvedimenti sono stati eventualmente adottati?», chiede inoltre Tonini, invitando il governo a valutare se la presa a carico di queste segnalazioni è stata «adeguata rispetto alla loro natura e gravità».

Segnalazioni e responsabilità
Una parte delle domande, il deputato leghista la dedica anche all'importanza di «ricostruire l'intera cronologia delle segnalazioni» dal punto di vista delle verifiche. «È stata avviata o si intende avviare una verifica amministrativa interna? Qualora emergessero omissioni, sottovalutazioni o errori nella gestione delle segnalazioni, il Consiglio di Stato intende accertare anche eventuali responsabilità a livello dirigenziale o amministrativo?» E ancora, «quali obblighi aveva, nei diversi periodi interessati, una direzione scolastica confrontata con segnalazioni riguardanti comportamenti inappropriati di un docente?»

Infine, viene chiesto al Consiglio di Stato se «è previsto un sistema che permetta di collegare tra loro segnalazioni formulate in momenti differenti, evitando che episodi apparentemente isolati vengano valutati singolarmente senza cogliere un eventuale quadro ricorrente» e se «ritiene necessario introdurre un canale cantonale indipendente attraverso il quale allievi, genitori, docenti e collaboratori possano segnalare situazioni delicate senza dover necessariamente passare dalla direzione della singola sede».

Chi affida un figlio alla scuola pubblica ticinese, conclude Tonini, «deve poterlo fare con fiducia». Quindi «come intende il Governo garantire alle famiglie ticinesi che una segnalazione riguardante la sicurezza e l’integrità di un minorenne venga presa in carico, documentata, verificata e seguita fino alla sua conclusione?»

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