Al Cavèa si riavvolge il nastro: Schneeby DJ riporta in pista gli anni ’80

Tra grandi classici, videoclip e qualche sorpresa, il DJ sarà tra i protagonisti di REWIND 80s alle Cave di Arzo
MENDRISIO - Dal 28 al 30 agosto gli anni ’80 tornano alle Cave di Arzo. Al Cavèa Festival ci sarà infatti spazio anche per REWIND 80s, una serata dedicata alla musica e alle immagini di un decennio che, a distanza di oltre quarant’anni, continua a riempire le piste e a influenzare le produzioni di oggi.
Tra i protagonisti ci sarà Schneeby DJ, che porterà il suo Videoclip DJ Set, affiancato da Herbert Pacton e DJ Ciao Amore. Con lui abbiamo parlato della serata, ma anche del perché gli anni ’80 continuino a funzionare così bene e di come sia cambiato, nel frattempo, il mestiere del DJ.
Le canzoni di quell'epoca continuano a far ballare ed emozionare intere generazioni. Qual è il loro segreto?
«Credo sia l’equilibrio tra immediatezza, energia ed emozione. Ci sono melodie riconoscibili, ritornelli forti e sonorità molto caratterizzate: bastano poche note per ritrovare un ricordo o un momento della propria vita. Ma non è soltanto nostalgia. Quelle produzioni hanno ancora una grande forza sonora e continuano a influenzare pop, dance ed elettronica. Riescono quindi a parlare sia a chi quegli anni li ha vissuti, sia ai più giovani».
Cos'hai preparato per il pubblico del Cavèa? Solo grandi classici o ci sarà anche qualche sorpresa?
«Non sarà una semplice successione di hit. Herbert Pacton proporrà la sua selezione, DJ Ciao Amore un set di musica italiana interamente su vinile e io porterò Rewind 80s, dove musica e videoclip tornano a fondersi. Ci saranno ovviamente i grandi classici, ma anche brani meno scontati, versioni particolari e videoclip originali dell’epoca». La serata nasce in collaborazione con Radio Gwendalyn e Simple 80s e sarà trasmessa anche in diretta radio.
Come si costruisce un set anni ’80 senza farlo sembrare un semplice revival?
«Parto dall’energia dei brani e non dalla loro data di pubblicazione. Costruisco il set come una narrazione, aumentando progressivamente il ritmo e alternando pop, dance, rock ed elettronica. Anche le immagini servono a creare collegamenti tra un brano e l’altro. Poi in questo caso c’è un contesto particolare: suonare in una cava significa confrontarsi con uno spazio dalla forte identità visiva e acustica».
Tre brani degli anni ’80 che non possono mancare in un tuo set?
«Direi “Relax” dei Frankie Goes to Hollywood, per l’impatto e il ritmo; “You Spin Me Round” dei Dead or Alive, che è uno dei brani dance più rappresentativi di quel periodo; e “Everybody Wants to Rule the World” dei Tears for Fears, per quella combinazione di malinconia ed energia tipica del decennio».
Qual è l'importanza di continuare a proporre pezzi di 40 anni fa?
«Sicuramente mantenere vivo un patrimonio popolare. Se dopo così tanti anni un brano riesce ancora a provocare una reazione sulla pista, vuol dire che funziona davvero».
Il ruolo del DJ è cambiato molto con social e nuove tecnologie. Cosa fa la differenza oggi?
«Oggi il ruolo è molto più ampio. Il DJ è anche curatore, intrattenitore e creatore di contenuti. La tecnologia ha semplificato molti aspetti e social, streaming e video permettono di comunicare con il pubblico anche fuori dagli eventi. Ma la differenza continua a farla la sensibilità: scegliere il pezzo giusto al momento giusto e riuscire a leggere l’energia della sala».
Per chi è ancora indeciso: perché venire al Cavèa Festival?
«Perché non è soltanto una serata musicale. Le Cave di Arzo diventano un anfiteatro naturale dove si incontrano musica, immagini, persone e territorio. E REWIND 80s può essere interessante per pubblici diversi: chi ha vissuto quegli anni ritroverà ricordi ed emozioni, mentre chi li conosce attraverso film, videoclip e playlist potrà scoprirli direttamente sulla pista».
E dopo il Cavèa? Su cosa stai lavorando?
«Sto sviluppando format sempre più personali, nei quali il DJ set diventa un progetto audiovisivo completo. Il Videoclip DJ Set va in questa direzione: musica, immagini originali, montaggio e ritmo diventano un’unica esperienza. Mi piacerebbe inoltre collaborare con festival, associazioni e artisti per creare eventi che uniscano intrattenimento, memoria musicale e valorizzazione del territorio».



