Stazioni, nessuna priorità alle lingue nazionali negli annunci

L'inglese serve per integrare le informazioni per un certo tipo di clientela, spiega il governo
BERNA - Chi viaggia in treno e mastica poco l'inglese deve rassegnarsi: il Consiglio federale non intende obbligare le FFS, e le altre imprese di trasporto concessionarie, a dare la priorità ad almeno due lingue nazionali prima dell'oramai lingua franca europea negli annunci ai viaggiatori. Ne va anche della chiarezza dell'informazione, soprattutto in situazioni critiche.
Rispondendo a un'interpellanza di Daniel Ruch (PLR/VD) - infastidito per il poco uso di francese e italiano in determinate stazioni -, il governo ammette che, in determinate situazioni e in determinati luoghi, l'inglese viene utilizzato a integrazione delle lingue nazionali, in particolare nelle grandi stazioni ferroviarie o sulle linee a elevata affluenza internazionale.
Prassi non uniforme né generalizzata
Tuttavia, precisa, tale prassi non è né uniforme né generalizzata. Essa dipende molto da posizione, tipo di traffico e clientela. In numerose regioni, in particolare quelle monolingui o bilingui, le lingue nazionali continuano a prevalere negli annunci destinati ai viaggiatori. Le stazioni con un'alta percentuale di viaggiatori internazionali aggiungono l'inglese alla lingua locale, mentre le stazioni ferroviarie del Ticino (per esempio Bellinzona, Locarno, Lugano) utilizzano l'italiano, completandolo con il tedesco.
L'inglese, precisa l'esecutivo viene invece utilizzato in modo mirato nelle stazioni di località con forte affluenza turistica o collegate a un aeroporto (Ginevra, Lucerna, Visp o Zurigo). Non è previsto un uso generalizzato e capillare dell'inglese o di tutte le lingue nazionali in tutte le stazioni ferroviarie e su tutti i treni.
Poche lingue, uguale migliore comprensione
Lo standard nazionale di settore "Informazione alla clientela" prevede che la clientela venga informata in modo comprensibile e adeguato alla situazione, nonché nella lingua del luogo in cui ci si trova, con la possibilità di ricorrere ad altre lingue in base a esigenze specifiche, in particolare in contesti turistici o internazionali.
Partendo da tale presupposti, oltre 400 battelli, funivie, imprese di autobus e ferroviarie impostano la propria comunicazione ponendo al centro le esigenze concrete dei viaggiatori con l'obiettivo di generare avvisi chiari, tempestivi e utili, in particolare in caso di perturbazioni, quando è necessario informare efficacemente i viaggiatori.
Con quest'approccio si cerca di trovare un equilibrio tra plurilinguismo, comprensione e leggibilità, evitando al contempo un eccesso di informazioni. Aumentando sistematicamente il numero di lingue - secondo il Consiglio federale - si allungherebbero gli annunci, riducendo la loro chiarezza e l'attenzione dei viaggiatori, soprattutto in situazioni critiche.
Mandato servizio pubblico rispettato
Con l'uso dell'inglese non si intende quindi sostituire le lingue nazionali, bensì integrare in modo mirato le informazioni laddove utile per il tipo di clientela.
Per questo il governo crede «che tale prassi sia compatibile con il mandato di servizio pubblico». Nessuno meglio delle imprese concessionarie conosce la propria clientela e può adeguare di conseguenza le proprie pratiche.
No a regole uniformi
Una normativa uniforme che imponga un ordine fisso delle lingue rischierebbe di ridurre l'adeguatezza dell'informazione, che qualcuno potrebbe percepire come eccessiva, e di compromettere l'efficacia della comunicazione, in particolare in caso di perturbazioni, secondo il governo.



