Ticinesi e svizzeri le pagano, le multe

A Cernobbio si va a caccia di chi cerca di farla franca. Le targhe rossocrociate non sono più un problema, con altri Paesi la situazione è più complicata
CERNOBBIO - Il Comune di Cernobbio ha avviato la caccia a 637 sanzioni mai pagate, relative a violazioni del Codice della Strada per l'annualità 2022, per un totale di circa 70mila euro. A ufficializzare l'operazione è una determina di tre pagine firmata dal comandante della polizia locale Stefano Miali.
«A seguito dell'inutile decorso dei termini di pagamento dei verbali di contestazione-notificazione per violazioni al Codice della Strada non impugnati, ovvero a seguito di ordinanze ingiunzione-sentenze esecutive, riferiti all'annualità 2022, si è proceduto alla formazione del ruolo esecutivo dei crediti non riscossi per l'importo complessivo calcolato dal sistema di gestione sanzioni» si legge nel documento, come riferito da La Provincia di Como.
Gli introiti derivanti dalle multe sono una voce tutt'altro che marginale per un comune a spiccata vocazione turistica come Cernobbio, conferma il sindaco Matteo Monti. «Gli introiti delle sanzioni oscillano dai 150 ai 170 mila euro annui». Le sanzioni vengono pagate in buona misura, anche se qualcuno cerca sempre di farla franca. «Come molti altri Comuni anche il nostro ha una società di riscossione che si occupa di questa incombenza, garantendo il recupero dei crediti. In base alle ultime rilevazioni, la percentuale delle sanzioni pagate si attesta attorno al 70%», aggiunge Monti.
Un tempo i comuni comaschi dovevano fare i conti con molti automobilisti svizzeri (e ticinesi), che approfittavano delle difficoltà nell'esigere le sanzioni oltre frontiera per farla franca. Ora la situazione è cambiata: i dati di Cernobbio e Maslianico certificano che i possessori di veicoli con targhe rossocrociate saldano le multe con una percentuale tra il 75% e l'80%. Dove invece si fa ancora fatica a esigere il pagamento dovuto, la percentuale cala.



