«Sono la nipote di Constantin». Così otteneva auto e carte di credito: condannata

Il Tribunale federale ha confermato una pena detentiva di 14 mesi per la donna. La giustizia vallesana l'aveva recentemente condannata per truffa per mestiere, appropriazione indebita, falsità in certificati e tentata coazione.
LOSANNA - Otteneva affitti, auto e carte di credito con vari stratagemmi, fra i quali fingere di essere la nipote del patron dell'FC Sion Christian Constantin. La protagonista delle truffe, commesse a ripetizione per anni, è una donna vallesana, nei confronti della quale il Tribunale federale (TF) ha decretato una pena detentiva di 14 mesi.
L'imputata era già stata condannata lo scorso mese di aprile dai giudici cantonali per truffa per mestiere, appropriazione indebita, falsità in certificati e tentata coazione. In una recente sentenza riportata dal quotidiano "Le Nouvelliste", la corte di Mon Repos ha confermato su tutta la linea quel verdetto.
La donna, sulla quarantina, ha commesso i reati tra il 2014 e il 2015 e poi di nuovo tra il 2018 e il 2023 nel canton Vaud e in Vallese, nonché in Francia. L'ammontare totale del raggiro è di oltre 190'000 franchi.
L'imputata raccontava di essere la nipote di Constantin per ottenere auto sostitutive, sulle quali ha fatto eseguire anche delle riparazioni, senza pagare un centesimo. Oltre allo zio immaginario, si è inventata pure un compagno poliziotto per ricavare servizi da parte dei commercianti.
Ha poi falsificato dei documenti per ottenere degli appartamenti, di cui regolarmente non versava l'affitto, e usurpato l'identità di un'altra persona per accedere a una carta di credito. Nella frode sono caduti amici, famigliari e vicini, dai quali ha ricevuto prestiti o si faceva saldare le bollette con la promessa di restituire il denaro. Promessa che puntualmente non era in grado di mantenere.
Secondo una perizia psichiatrica, la donna soffre di un disturbo della personalità basato su una struttura psicotica. È stato inoltre concluso che il rischio di recidiva per lo stesso tipo di reato è da considerare elevato. La sentenza le impone anche un trattamento ambulatoriale durante l'esecuzione della pena.
(sentenza 6B_370/2026 dell'11 agosto 2026)



