Gestore patrimoniale sottrae 14 milioni a un cliente: condannato

I fatti risalgono al periodo tra il 2009 e il 2015. L'uomo è stato ritenuto colpevole di appropriazione indebita qualificata, falsità in documenti e riciclaggio
BELLINZONA - Il Tribunale penale federale (TPF) ha condannato un gestore patrimoniale ginevrino a una pena detentiva di sette anni e 11 mesi da scontare per aver sottratto oltre 14 milioni di franchi da fondi che gli erano stati affidati. Secondo quanto emerge dalla sentenza pubblicata oggi dalla Camera penale del TPF l'uomo è stato riconosciuto colpevole di appropriazione indebita qualificata, falsità in documenti e riciclaggio.
I fatti risalgono al periodo tra il 2009 e il 2015: il gestore patrimoniale aveva aperto un conto bancario per versarvi i fondi di una società. Secondo le istruzioni di questa sua cliente i fondi dovevano essere investiti come avrebbe fatto «un buon padre di famiglia».
Complessivamente sono stati versati quasi 44 milioni di franchi sul conto bancario che l'uomo, oggi settantenne, ha in parte prosciugato. Per evitare che la società se ne accorgesse le ha presentato estratti conti falsificati. La società non era titolare del conto appena aperto e non poteva verificare il saldo direttamente presso la banca.
Il gestore patrimoniale non ha investito i fondi, ma li ha utilizzati per finanziare il suo tenore di vita. Inoltre, ha aumentato la propria partecipazione in una banca. Il ginevrino ha anche investito nel settore dell'energia solare o ha utilizzato i fondi per concedere prestiti. I rimborsi di questi ultimi sono confluiti sul suo conto privato e non su quello della sua cliente.
I giudici hanno ritenuto, sulla base dell'atto d'accusa, che il gestore patrimoniale si fosse così appropriato, in violazione dei suoi obblighi contrattuali, di una parte dei fondi che gli erano stati affidati.
L'uomo ha definito l'acquisto di una Porsche Cayenne del valore di 90'000 franchi come «parte delle spese personali» a cui aveva diritto. Lo stesso ha fatto riguardo a una fattura di 42'000 franchi per il finanziamento del matrimonio di sua figlia.
Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) aveva chiesto una pena detentiva di cinque anni. La Corte penale è andata oltre tale richiesta. Il gestore patrimoniale dovrà versare alla sua ex cliente un risarcimento danni di circa 12,3 milioni di franchi. Per garantire il pagamento di tale credito e delle spese processuali, sono stati sequestrati i beni dell'uomo.
Il gestore patrimoniale ha annunciato che presenterà ricorso contro la sua condanna davanti alla corte d'appello del TPF.



