Devastante alluvione-lampo in Nepal: centinaia di turisti stranieri tra i dispersi

Il tragico smottamento è avvenuto nel distretto di Rasuwa ai confini con il Tibet. Ancora da definire la nazionalità di 111 dei dispersi.
Il tragico smottamento è avvenuto nel distretto di Rasuwa ai confini con il Tibet. Ancora da definire la nazionalità di 111 dei dispersi.
KATHMANDU - Sono almeno 17 i morti sinora accertati e 291 turisti stranieri dispersi, i ma il bilancio finale della colossale alluvione-lampo in Nepal sarà verosimilmente ancora più importante e tragico. A confermarlo anche le prime indiscrezioni da parte delle autorità cinesi che anticipano «gravi perdite».
In totale sarebbero 384 i turisti dispersi tra cui, appunto, centinaia di stranieri provenienti, ad esempio, dalla Germania, dagli Stati Uniti e dalla Spagna, ha dichiarato il funzionario responsabile Santosh Panta dell'organizzazione nazionale del turismo Nepal Tourism Board all'agenzia di stampa tedesca Deutsche Presse-Agentur a Kathmandu. Per diversi altri viaggiatori stranieri (le stime iniziali parlavano di 111) la nazionalità non è stata ancora confermata, mentre 37 sono indicati come indiani non residenti.
Nessuno svizzero confermato fino ad ora
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) svizzero al momento non dispone di informazioni su possibili vittime svizzere. Le indagini sono in corso, secondo quanto dichiarato in un comunicato stampa. L'invito rivolto ai cittadini svizzeri presenti nella zona è quello di seguire le istruzioni delle autorità locali. La rappresentanza svizzera a Kathmandu è in contatto con le autorità locali competenti.
La Confederazione ha espresso, tramite il social X, la propria solidarietà al popolo nepalese in questo difficile momento. «I nostri pensieri sono con tutti coloro colpiti da questa catastrofe», ha scritto il DFAE.
Interi villaggi spazzati via
Nella zona travolta dall'apocalittica valanga di acqua, fango e detriti, nel distretto di Rasuwa ai confini col Tibet, solitamente vivono più di 10'000 persone.
Secondo quanto riportato dal quotidiano The Kathmandu Post e da altri media nepalesi, le masse d'acqua e fango hanno provocato grande distruzione nei villaggi situati lungo il fiume Bhote Koshi, che nasce negli altopiani del Tibet e attraversa la provincia nepalese di Bagmati. Abitati letteralmente sepolti, ponti strappati dagli argini.
Il capo del governo nepalese Balendra Shah ha annunciato l'impiego dell'esercito e di altre forze di sicurezza per le operazioni di soccorso. Le autorità hanno emesso un'allerta catastrofe per le aree situate a valle nel paese himalayano. Non era chiaro inizialmente cosa avesse provocato la piena improvvisa. Non si esclude che possa essere stato causato da una cosiddetta rottura di un lago glaciale. In questi casi, un lago glaciale si svuota improvvisamente sotto forma di ondate di piena.
Stando a Nepal News, nelle aree colpite vengono inoltre inviati rifornimenti di emergenza, mentre i droni sono utilizzati per mappare i danni e individuare eventuali persone rimaste isolate. I soccorritori stanno concentrando le ricerche anche nelle aree della dogana e dello scalo di Rasuwagadhi, dove alcune persone potrebbero essere rimaste sepolte.
Il Nepal Tourism Board ha sottolineato che «l'elenco è preliminare e soggetto a verifica, invitando i viaggiatori e le loro famiglie a non trarre conclusioni prima del completamento degli accertamenti. Ai turisti presenti nelle aree colpite è stato inoltre chiesto di mantenere la calma, informarsi e seguire le indicazioni ufficiali di sicurezza».









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