«Non consegnare le chiavi»: il dubbio prima della partenza da Malpensa

Il dilemma sull'affidare l'auto agli addetti dei parcheggi aeroportuali solleva interrogativi su assicurazione e responsabilità legale. La parola agli esperti.
LUGANO - Una semplice consegna delle chiavi della propria auto può trasformarsi in un grosso problema assicurativo? È quanto si è trovato a valutare O.*, ticinese, quando ha prestato la propria automobile alla figlia (con tanto di delega alla guida) affinché potesse raggiungere l’aeroporto di Malpensa e partire per le vacanze.
Come spesso accade quando si viaggia in aereo, la ragazza aveva prenotato in anticipo un posto auto nelle vicinanze dello scalo milanese. Le formule disponibili sono diverse: da una parte ci sono i parcheggi più economici, nei quali si lasciano le chiavi agli addetti, che possono così spostare i veicoli e organizzare gli spazi in base alle necessità; dall’altra ci sono soluzioni più costose che consentono invece di tenere con sé le chiavi e lasciare l'auto parcheggiata senza che nessuno possa spostarla.
Al momento della consegna del veicolo, la ragazza riceve un foglio. Viene esplicitata la possibilità che l'auto venga trasferita altrove. La postilla, apparentemente banale, le fa sorgere un dubbio. E così decide di telefonare al padre. La risposta di O. è immediata: «Non consegnare le chiavi».
Il motivo è legato alla copertura assicurativa. Quel veicolo con targhe svizzere, O. ne è convinto, non può essere guidato da una persona con patente italiana. Motivo? In caso di incidente o peggio di un investimento, l'assicurazione non risponde. E così sono guai serissimi per il proprietario del veicolo.
La parola alle compagnie d'assicurazione
«Questa possibilità - ci spiega Thalmann Jürg di La Mobiliare - sussiste se la guida non è autorizzata dalle autorità o se il conducente non soddisfa i requisiti legali». «Nella prassi - precisa - si decide di caso in caso, tenendo conto di tutte le circostanze, se la copertura possa essere concessa e se si procede o meno al regresso».
Anche AXA, nella maggior parte dei casi, «non adotta alcuna limitazione della copertura e si fa carico dei danni causati dal conducente del veicolo di proprietà della persona stipulante», ci spiega la portavoce Marion Fehr.
Questo perché «un’esclusione della copertura in caso di viaggio non autorizzato dall’autorità competente (come nel caso illustrato) è fondamentalmente giustificata solo quando l’autorizzazione è necessaria per motivi di sicurezza stradale». Unica condizione essenziale per AXA affinché ci sia copertura: «Il conducente deve avere una patente valida per guidare il veicolo in questione». «La nostra risposta - Precisa Fehr - si riferisce esclusivamente alla copertura assicurativa. Noi di AXA non siamo in grado di stabilire se il conducente o il detentore del veicolo va incontro a conseguenze penali in Italia».
Anche per Zurich va valutato il singolo caso: «La copertura assicurativa in situazioni di questo tipo non può essere definita in modo generale - fa notare il portavoce David Schaffner -. La questione se un danno sia coperto e, in caso affermativo, in quale misura, oppure se l'assicuratore possa rivalersi sull'assicurato, dipende dalle circostanze concrete del singolo caso».
In ogni caso Schaffner invita all'accortezza: «Se il proprietario di un veicolo immatricolato in Svizzera affida la propria auto a un servizio di parcheggio o a un gestore all'estero, raccomandiamo di verificare preventivamente la copertura assicurativa e di rivolgersi esclusivamente a operatori riconosciuti e affidabili. Occorre inoltre rispettare le disposizioni doganali e della circolazione stradale vigenti nel Paese interessato».
L'assicurazione forse copre, ma la multa è salata (e c'è la confisca dell'auto)
Come fa notare il TCS, infatti, le autorità italiane controllano severamente se conducente e proprietario corrispondono, per evitare il traffico di auto rubate e le violazioni alle restrizioni doganali vengono punite severamente.
Le persone residenti in Italia, indipendentemente dalla nazionalità, che guidano un veicolo immatricolato in Svizzera, che ne siano proprietari o solo conducenti, pagano una multa da 712 euro a 2'848 euro e anche il veicolo viene confiscato.
Pertanto, coloro che sono in viaggio in Italia con la propria auto non devono prestare il proprio veicolo ad una persona residente in Italia, anche se si tratta di parenti.
Va però anche detto che, dal 2021, ma solo se in possesso di un’autorizzazione o una registrazione al REVE, una persona che risiede in Italia può condurre un veicolo immatricolato all'estero per un massimo di 30 giorni all'anno.
*nome noto alla redazione.



