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LUGANO

Un colore che proprio stona

Il palazzo storico di via Canonica è stato ritinteggiato di grigio senza autorizzazione. Ora anche gli uffici cittadini esprimono parere negativo: «Un’eccezione anomala e disturbante».
Un colore che proprio stona
lettore tio.ch
Un colore che proprio stona
Il palazzo storico di via Canonica è stato ritinteggiato di grigio senza autorizzazione. Ora anche gli uffici cittadini esprimono parere negativo: «Un’eccezione anomala e disturbante».

LUGANO - C’è un edificio storico che fa da angolo tra via Canonica e via Lucchini a Lugano che negli ultimi tempi sta attirando l’attenzione dei passanti. Il motivo? Un colore della facciata che stona. L’edificio è stato oggetto di recente ristrutturazione.

A fine agosto dell’anno scorso, infatti, sono stati rimossi teloni e ponteggi che hanno mostrato il risultato finale: la facciata, che in precedenza era di un tenue color salmone, è diventata grigia. Anche gli elementi di lattoneria, come canali di gronda e pluviali, sono stati sostituiti: al posto del rame è comparsa una lamiera zincata grigia.

Una trasformazione che ha suscitato perplessità tra i residenti, considerando che l’edificio si trova in una zona compresa nel nucleo storico e nel perimetro di rispetto cantonale. Un quartiere caratterizzato da numerosi edifici di pregio, alcuni dei quali inseriti tra quelli meritevoli di salvaguardia dal Comune di Lugano.

Abbiamo quindi chiesto spiegazioni alla Divisione Edilizia Privata della Città di Lugano. «Effettivamente – ci viene spiegato – il tinteggio delle facciate eseguito dai promotori e dal loro progettista, nell’ambito dei lavori interni e della sistemazione dei posteggi, regolarmente autorizzati, non è stato oggetto di alcuna autorizzazione o licenza da parte del Comune».

Solo a posteriori è stata «inoltrata un’istanza a posteriori (art. 46 RLE) per il tinteggio e le finiture delle facciate realizzate senza autorizzazione. L’istanza è stata sottoposta a una procedura edilizia, con pubblicazione ed esame da parte dei Servizi cantonali competenti, in particolare dell’Ufficio dei beni culturali e dell’Ufficio della natura e del paesaggio».

L’immobile, tuttavia, non è tutelato quale bene culturale dal Piano regolatore. «Si trova però all’interno del Nucleo tradizionale, dove sono consentiti interventi di tipo conservativo limitato. L’edificio è inoltre situato nel perimetro di rispetto cantonale del Nucleo tradizionale».

Confermata poi l’opposizione presentata dalla Società ticinese per l’Arte e la Natura (STAN), «a nome proprio e dell’associazione mantello nazionale Schweizer Heimatschutz di Zurigo».

E proprio sul colore scelto arrivano indicazioni piuttosto chiare da parte degli uffici cantonali. «Al termine del loro esame, sia l’Ufficio dei beni culturali sia l’Ufficio della natura e del paesaggio hanno espresso un preavviso negativo sulla scelta del ritinteggio effettuata dai promotori, che hanno optato per due tonalità di grigio. I due uffici hanno ritenuto che le cromie fredde scelte siano in contrasto con i toni prevalentemente caldi del comparto».

In particolare, «l’Ufficio della natura e del paesaggio ha ribadito che i colori grigi realizzati costituiscono un’eccezione anomala e disturbante all’interno della serie di edifici che si affacciano su via Lucchini, all’incrocio con via Canonica».

Sono state inoltre raccolte «le osservazioni espresse dalla proprietà, tramite lo studio legale che la rappresenta, in merito ai citati preavvisi negativi e all’opposizione privata presentata».

Ora la parola passa al Municipio, chiamato a prendere una decisione sulla vicenda. La questione sarà affrontata nella seduta di giovedì 27 agosto 2026.

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