Voleva rifarsi una vita in Svizzera

La 22ene uccisa al rave si era trasferita dall'Italia un mese fa. Scappava da un passato difficile e sognava una vita serena.
La 22ene uccisa al rave si era trasferita dall'Italia un mese fa. Scappava da un passato difficile e sognava una vita serena.
AARAU - «Era una ragazza semplice, con un passato difficile, ma nonostante tutto aveva sempre il sorriso sul volto». La morte della 22enne M., uccisa durante un festival techno ad Aarau, ha sconvolto la comunità italiana di Atri, in Abruzzo.
In Svizzera da appena un mese
Tra poche settimane la giovane italiana avrebbe compiuto 23 anni, riferisce l'emittente Sky TG24. M. aveva da poco concluso gli studi alla scuola alberghiera Zolli di Silvi, località non lontana da Atri. Un mese fa aveva deciso di trasferirsi in Svizzera da Città Sant'Angelo, dove aveva vissuto fino ad allora, per costruirsi un'esperianza professionale. In breve tempo aveva trovato un impiego come cameriera.
La giovane, di origini rom, era arrivata in Svizzera con un obiettivo ben preciso: lasciarsi alle spalle le difficili esperienze del passato e costruirsi una nuova vita. Una vicina di casa, che ha chiesto di rimanere anonima parlando con il "Corriere della Sera", racconta che le due avevano vissuto nello stesso stabile per meno di un anno. Con il tempo era nata un'amicizia.
«Era tranquilla, affettuosa e calorosa. Aveva una grande gioia di vivere», ricorda la vicina.
«Era un'ottima cuoca»
M. aveva conosciuto povertà e privazioni durante l'infanzia. «Non si vergognava del suo passato. Sapeva quello che aveva passato e voleva semplicemente avere una possibilità di cambiare». Il suo obiettivo era stabilirsi in Svizzera.
Spesso aiutava la vicina nel suo food truck. «Era un'ottima cuoca», racconta la donna. «Era umile, non si tirava indietro davanti a nessun lavoro e lavorava duramente per riuscire a mantenersi».
Quando la 22enne si trovava in difficoltà, la vicina cercava di aiutarla: «A volte le facevamo la spesa, altre volte passavamo semplicemente del tempo insieme. Parlavamo, uscivamo e condividevamo le piccole cose della vita quotidiana. Con il tempo era diventata parte della nostra famiglia».
M. desiderava una famiglia e sicurezza
M. trascorreva molto tempo anche con i figli della vicina. «Amava molto i bambini. Quando poteva, comprava loro qualcosa, anche se aveva pochi soldi. Pensava agli altri anche quando era lei per prima ad avere bisogno. Era fatta così».
La musica era una delle grandi passioni della ragazza. «Quando c'era musica, lei c'era. Non si perdeva una festa e usciva spesso con gli amici. Le piaceva stare in compagnia, divertirsi e vivere momenti spensierati».
Allo stesso tempo, secondo la vicina, M. era molto matura per la sua età. Desiderava una vita tranquilla, una famiglia, una casa tutta sua e un senso di sicurezza. Guardava sempre avanti: «Era venuta in Svizzera per costruirsi una vita diversa e lottava con tutte le sue forze per riuscirci».
«Autore e movente non identificati»
Intanto la polizia cantonale argoviese conferma il bilancio dell'accaduto: una vittima (la 22enne) e cinque feriti. Si tratta di una cittadina tedesca e di quattro svizzeri, tutti di età tra i 24 e i 31 anni.
I feriti hanno riportato lesioni di varia entità, da lievi a gravi.
Nonostante le intense ricerche partite da subito, l'autore o gli autori della sparatoria e il movente non sono stati ancora identificati. Le indagini proseguono a ritmo serrato con la collaborazione di divese autorità svizzere e dei Paesi limitrofi.
Le autorità invitano inoltre che sia in possesso di video registrati durante l'accaduto di metterli a disposizione degli inquirenti.








