Le nuove banconote svizzere prendono forma: ecco come saranno i franchi del futuro

La Svizzera sta preparando le banconote che accompagneranno il franco nel prossimo decennio. La Banca nazionale svizzera (BNS) ha infatti scelto il progetto grafico destinato a essere sviluppato per la decima serie di banconote elvetiche, la cui entrata in circolazione è prevista al più presto all'inizio degli anni 2030.
A vincere il concorso è stata Emphase Sagl, con il cosiddetto elaborato J, sviluppato dal team guidato da Fabienne Kilchör e Sébastien Fasel.
BNSMa attenzione: quelle mostrate oggi non sono ancora le banconote definitive che ritroveremo nei nostri portafogli. Nei prossimi anni il progetto verrà modificato e sviluppato dal punto di vista grafico, dei contenuti e soprattutto della sicurezza. La decisione finale sulla veste delle nuove banconote spetterà al Consiglio di banca della BNS.
BNSUna Svizzera raccontata attraverso l'altitudine
Il tema scelto dalla Banca nazionale è “La Svizzera, varietà in rilievo”.
L'idea è raccontare il Paese attraverso i suoi differenti piani altitudinali: dalle aree più basse e densamente popolate fino alle vette alpine.
Le sei banconote diventano quindi una sorta di viaggio verticale attraverso la Svizzera:
- 10 franchi: le zone più basse;
- 20 franchi: l'Altopiano;
- 50 franchi: il Giura;
- 100 franchi: le Prealpi;
- 200 franchi: la media montagna;
- 1.000 franchi: l'alta montagna.
Non si tratta semplicemente di rappresentare paesaggi da cartolina. Il progetto vuole mostrare soprattutto il rapporto tra essere umano, natura, tecnologia e territorio.
Sul fronte delle banconote trovano spazio piante indigene rappresentative delle diverse altitudini, mentre il retro amplia la prospettiva introducendo infrastrutture, architetture, attività economiche e simboli della vita svizzera. La descrizione del progetto parla infatti di una vera e propria “pluralità di sguardi” sugli habitat del Paese.
Dal CERN al Glacier Express: cosa troviamo sulle banconote
Ed è entrando nei dettagli che il progetto diventa particolarmente interessante.
Sulla banconota da 10 franchi, dedicata alle zone più basse, compare la piantaggine, una pianta diffusissima anche nelle aree urbane. Sul retro trovano invece spazio un treno, il centro di ricerca del CERN e lo Schaulager di Basilea: elementi che richiamano mobilità, ricerca scientifica e patrimonio culturale.
La banconota da 20 franchi, dedicata all'Altopiano, utilizza il pisello come elemento naturale e associa immagini legate all'agricoltura, alle città e all'innovazione, fra cui il laboratorio sperimentale NEST.
Sul 50 franchi, dedicato al Giura, protagonista è il faggio, accompagnato da elementi che ricordano l'artigianato, l'agricoltura e la tradizione orologiera della regione.
La banconota da 100 franchi rappresenta invece le Prealpi, con prati, attività alpestri, sentieri, caseifici e funivie.
Salendo ancora troviamo il 200 franchi, dedicato alla media montagna. Tra i protagonisti ci sono i cespugli di mirtilli, ma anche il Glacier Express e una diga: un modo per rappresentare il rapporto, tipicamente svizzero, fra natura, infrastrutture e produzione di energia.
Infine il 1.000 franchi porta idealmente il possessore della banconota in alta montagna. Qui compaiono il ranuncolo glaciale, l'alpinismo, l'osservatorio Sphinx sullo Jungfraujoch e il rifugio del Monte Rosa.
L'aspetto curioso è che le singole banconote non sono state pensate come oggetti completamente separati. Piante, infrastrutture e mezzi di trasporto creano collegamenti grafici tra un taglio e l'altro, trasformando l'intera serie in un unico racconto della Svizzera.
Perché cambiare le banconote se paghiamo sempre più con carte e smartphone?
È probabilmente la domanda più interessante dal punto di vista economico.
Negli ultimi anni la quota dei pagamenti elettronici è aumentata sensibilmente e smartphone, carte e applicazioni come TWINT fanno ormai parte della vita quotidiana degli svizzeri.
Eppure il contante non è affatto scomparso.
Secondo la BNS viene ancora utilizzato per circa una transazione su tre in Svizzera e la grande maggioranza della popolazione vuole conservare anche in futuro la possibilità di scegliere tra strumenti elettronici e contante.
Ed esistono alcune caratteristiche del cash difficili da replicare completamente in forma digitale.
Una banconota non necessita di corrente elettrica, connessione a Internet, smartphone o conto presso un intermediario. Può quindi continuare a funzionare anche durante problemi tecnici o interruzioni dell'infrastruttura dei pagamenti.
Il contante ha inoltre un'altra caratteristica sempre più rilevante nell'era digitale: consente di effettuare un pagamento senza necessariamente generare una traccia elettronica della transazione.
Per la BNS continuare a garantire banconote moderne non è quindi una semplice scelta estetica. Fa parte del suo compito istituzionale di assicurare l'approvvigionamento di circolante e di mantenere il franco svizzero fisico sicuro, funzionale e difficilmente falsificabile.
Sicurezza: il vero motivo per cui le banconote devono evolvere
Una banconota moderna è infatti molto più di un pezzo di carta stampato.
Materiali, filigrane, microstampe, elementi ottici e sistemi di riconoscimento devono continuamente evolvere per restare un passo avanti rispetto alle tecnologie utilizzabili dai falsari e, contemporaneamente, funzionare con bancomat, casse automatiche e macchinari professionali per il trattamento del contante.
Anche il progetto vincitore contiene già numerosi elementi pensati in questa direzione: insetti indigeni nel registro di stampa, animali preistorici nelle filigrane e riferimenti agli strati geologici nelle strisce di sicurezza.
Il design che vediamo oggi deve quindi essere considerato più come il punto di partenza di un processo industriale e tecnologico che come la fotografia definitiva delle future banconote.
Un progetto iniziato come un sogno
Per i designer di Emphase il progetto ha anche un significato particolare.
Nel video pubblicato dalla BNS, Fabienne Kilchör e Sébastien Fasel raccontano che lavorare alla grafica delle banconote era un sogno coltivato praticamente fin dalla nascita del loro studio.
La difficoltà, spiegano, consiste nel riuscire a raccontare una storia sul fronte e sul retro di uno spazio minuscolo, facendo contemporaneamente convivere grafica, simboli, culture differenti e dispositivi di sicurezza.
Un esempio interessante è proprio il modo in cui gli elementi attraversano idealmente le diverse banconote: un ponte collega due tagli, mentre un treno sembra proseguire il proprio viaggio da una banconota all'altra. Il risultato vuole ricordare che le diverse regioni linguistiche, geografiche e culturali fanno parte di un unico Paese.
Quando avremo in mano i nuovi franchi?
Ci vorrà ancora parecchio tempo.
Nei prossimi mesi e anni Emphase e la Banca nazionale dovranno trasformare il progetto vincitore in vere banconote, integrando requisiti tecnici, sistemi di sicurezza e necessità produttive.
La BNS sottolinea esplicitamente che l'aspetto finale potrebbe differire anche in modo significativo dai bozzetti presentati oggi. L'emissione è prevista al più presto all'inizio degli anni 2030.
Chi guarda oggi le immagini dei nuovi 10, 20, 50, 100, 200 e 1.000 franchi deve quindi immaginarle come un'anticipazione.
Ma il messaggio che arriva dalla Banca nazionale è già piuttosto chiaro: la Svizzera si prepara a un futuro sempre più digitale senza avere alcuna intenzione di rinunciare al contante.
E il franco del futuro proverà a fare quello che le banconote svizzere hanno spesso fatto molto bene: unire tecnologia, sicurezza e design trasformando un mezzo di pagamento anche in una piccola rappresentazione del Paese.
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