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BELLINZONA

Cinque partiti uniti per il sì alla valorizzazione del patrimonio UNESCO

Il comitato interpartitico per il Sì al referendum del 27 settembre: «Dopo 12 anni di progettazione, confronti e decisioni, è arrivato il momento di concretizzare la valorizzazione del sito»
Cinque partiti uniti per il sì alla valorizzazione del patrimonio UNESCO
Ti-Press (archivio)
Fonte Red
Cinque partiti uniti per il sì alla valorizzazione del patrimonio UNESCO
Il comitato interpartitico per il Sì al referendum del 27 settembre: «Dopo 12 anni di progettazione, confronti e decisioni, è arrivato il momento di concretizzare la valorizzazione del sito»

BELLINZONA - Il Comitato interpartitico formato dalle sezioni di Bellinzona di PLR, PS, Il Centro, Lega dei Ticinesi e PVL si schiera a favore del progetto di valorizzazione del patrimonio UNESCO cittadino, sottoposto a votazione il prossimo 27 settembre.

Nel corso di una conferenza stampa al Castello di Sasso Corbaro, i rappresentanti dei cinque partiti hanno illustrato le ragioni del loro sostegno al credito di 19 milioni di franchi, finanziato da Città, Cantone, Confederazione e fondazioni private e approvato dal Consiglio comunale lo scorso 9 marzo, prima del referendum.

Il progetto punta a valorizzare il sito UNESCO formato dai tre Castelli, dalla Murata e dalla Cinta muraria del Borgo di Bellinzona, ammodernandone l'offerta e rafforzandone il ruolo nella promozione socioeconomica del territorio. Secondo il comitato, a trent'anni dagli ultimi interventi sostanziali è necessario sfruttare maggiormente il potenziale del complesso.

Ad aprire la conferenza stampa è stato il consigliere nazionale Simone Gianini, già municipale e vicesindaco di Bellinzona, che ha ricordato i 12 anni di gestazione del progetto, definendolo «ben ponderato e per nulla frutto d'improvvisazione». Gianini ha sottolineato che il voto riguarda «il credito di realizzazione del Progetto di valorizzazione» e si è soffermato sulle conseguenze di un'eventuale bocciatura: «Un no alle urne il prossimo 27 settembre significherebbe rinunciare per anni a sfruttare il potenziale ancora inespresso del Patrimonio UNESCO cittadino, come invece in tutto il resto del mondo si farebbe con un simile gioello in casa: sarebbe un enorme autogol, dando ragione a chi sostiene che “a Bellinzona non c'è nulla e non si fa mai nulla”».

Sacha Gobbi, presidente della Sezione di Bellinzona della Lega dei Ticinesi, consigliere comunale e membro della Commissione della gestione, ha parlato di «un progetto importante, che può unire le realtà del territorio, mettere in rete competenze e soggetti diversi e valorizzare ciò che ci caratterizza, trasformando, con un investimento ragionevole, il Patrimonio UNESCO in nuove occasioni per la comunità». Secondo Gobbi, «il rilancio della Fortezza è un tassello importante per rendere la nostra città più viva, attrattiva e capace di generare benefici per tutti e di guardare al futuro con fiducia». A suo giudizio serve inoltre un cambiamento di prospettiva, perché «perseverare nell'insinuare visioni pessimistiche non aiuta la crescita, anzi la ostacola».

Martina Malacrida Nembrini, presidente della Sezione di Bellinzona del Partito Socialista, consigliera comunale e membro della Commissione della gestione, ha illustrato gli interventi previsti. «Non stiamo semplicemente restaurando dei monumenti, perché i nostri castelli sono già conservati e tutelati: quello che vogliamo fare è renderli più accessibili, più comprensibili, più vivi e maggiormente collegati». L'obiettivo è fare in modo che i tre castelli, la Murata e la Cinta muraria «non siano più percepiti come oggetti separati, ma uniti in un sistema con una logica e un fil rouge ben visibili». La realizzazione sarà progressiva, tra la seconda metà del 2026 e la prima metà del 2030: «una realizzazione a tappe che serve anche a limitare al minimo le chiusure durante i lavori».

Sul finanziamento si è concentrata Alessandra Alberti, presidente della Sezione di Bellinzona de Il Centro. «Il Patrimonio UNESCO cittadino ha un ampio margine ancora inespresso che va finalmente massimizzato tramite un investimento che permetta di sfruttare il potenziale di autofinanziamento», ha affermato. Alberti ha definito quello previsto «un investimento importante, ma proporzionato, con una leva finanziaria cantonale e federale che va colta e un sostegno politico ampio che ha già validato il Progetto nelle varie fasi del suo sviluppo». Per la presidente sezionale de Il Centro, «abbiamo già un patrimonio straordinario e ora dobbiamo saperlo ulteriormente valorizzare, perché generi ancora più valore culturale, turistico ed economico per tutto il territorio».

Silvia Gada, presidente della Sezione di Bellinzona del Partito Liberale Radicale, ha invece affrontato il tema del nome promozionale e della governance del progetto. Fortezza, ha spiegato, «costituisce il marchio identificabile per cui il turista deve visitare i castelli di Bellinzona piuttosto che quelli di altre regioni: l'unicità del sito è data dal sistema difensivo formato dai tre Castelli - che continueranno a essere chiamati tali - dalla Murata e dalla Cinta muraria del Borgo: un sistema fortificato, appunto, che - così ben conservato - non lo si ritrova da nessun'altra parte della Svizzera e dell'Europa».

Per quanto riguarda la prevista gestione attraverso una Fondazione, Gada ha aggiunto che «essa permetterà di garantire una gestione competente ed economicamente oculata tramite la partecipazione responsabile di tutti gli enti pubblici interessati in un unico statuto giuridico, oggi invece sfilacciati tra Città, Cantone e i diversi attori del turismo».

Al termine della conferenza stampa, il Comitato interpartitico ha quindi invitato i cittadini di Bellinzona a votare sì il 27 settembre, sostenendo che, dopo 12 anni di progettazione, confronti e decisioni, sia arrivato il momento di concretizzare la valorizzazione del sito UNESCO e contribuire attraverso di essa al rilancio della regione.

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