Procedimento penale contro Claudio Zali, indagato per reati contro l'integrità sessuale

Il consigliere di Stato è già stato interrogato in qualità di imputato. I fatti risalirebbero ad alcuni anni fa.
BELLINZONA - Nuovo colpo di scena nella bufera che sta investendo Claudio Zali. La procura ticinese ha aperto un procedimento penale nei confronti del consigliere di Stato per reati contro l'integrità sessuale. Lo riferisce oggi la Rsi, precisando che i fatti risalirebbero ad alcuni anni fa e che il procuratore generale Andrea Pagani ha inviato una lettera informativa all'ufficio presidenziale del Gran Consiglio.
L'incarto è stato aperto sulla base delle dichiarazioni di una terza persona. La lettera di Pagani richiama al segreto istruttorio e ricorda la presunzione di innocenza.
Le ipotesi di reato
Stando a informazioni apprese da laRegione le ipotesi di reato riguardano gli articoli 191 e 193 del Codice penale. Il primo fa riferimento agli atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere (pena detentiva sino a dieci anni), il secondo allo sfruttamento dello stato di bisogno o di dipendenza (pena fino a cinque anni).
Zali, intanto, è già stato interrogato in qualità di imputato e ha contestato ogni responsabilità di natura penale. La presunta vittima non si sarebbe inoltre costituita accusatrice privata dopo la sua audizione.
L’inchiesta sarebbe indirettamente collegata a quelle in corso riguardanti la 52enne ritrovata senza vita nelle acque del Ceresio lo scorso 18 agosto.
Pronzini chiede trasparenza
Intanto, tra le file del Parlamento, c’è già chi chiede di conoscere i contenuti della lettera inviata da Pagani. «In qualità di membro del Gran Consiglio, chiedo di ricevere copia di questa comunicazione, ricordandovi che tale documentazione non può essere riservata al solo Ufficio presidenziale», scrive Matteo Pronzini alla presidente del Gran Consiglio, Daria Lepori.
«Dimissioni immediate»
Pronta la reazione dei Verdi del Ticino che, in una nota inviata a tutti i fuochi, chiedono a Claudio Zali «di lasciare con effetto immediato la carica di Consigliere di Stato, senza attendere la scadenza delle dimissioni già annunciate». «La richiesta - precisano - non anticipa in alcun modo il giudizio della giustizia, che deve poter svolgere il proprio lavoro in piena indipendenza». «La responsabilità penale e la responsabilità politica e istituzionale sono però due piani distinti», aggiungono.




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