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LUGANO

Altra partita, altri timori

L'urna dell'UEFA ha sorteggiato un altro incontro delicato per l'FC Lugano che ospiterà, il 15 ottobre, la Stella Rossa di Belgrado. E i suoi ultras, freschi del tributo all'ex generale Ratko Mladic. Scatta l'interpellanza al governo
Altra partita, altri timori
Imago (foto d'archivio)
Altra partita, altri timori
L'urna dell'UEFA ha sorteggiato un altro incontro delicato per l'FC Lugano che ospiterà, il 15 ottobre, la Stella Rossa di Belgrado. E i suoi ultras, freschi del tributo all'ex generale Ratko Mladic. Scatta l'interpellanza al governo

LUGANO / BELLINZONA - Dopo il Maccabi Tel Aviv, la Stella Rossa di Belgrado. L'urna della UEFA ha sorteggiato per l'FC Lugano un altro avversario europeo con una tifoseria particolarmente famigerata. Quella che, solo pochi giorni fa, si è resa protagonista di un tributo, tra striscioni, cori e fumogeni ─ con l'espressione di «eterna gloria e gratitudine» ─ per l'ex generale Ratko Mladic. Il boia di Srebrenica, morto tra le mura del carcere dell'Aja la settimana scorsa. E i timori che una tale manifestazione possa ripetersi anche in quel di Lugano hanno fatto scattare oggi un'interpellanza urgente al Consiglio di Stato.

«La partita di Lugano del 15 ottobre è molto delicata, perché i tifosi della Stella Rossa potrebbero tentare di approfittare del palcoscenico internazionale per ripetere la manifestazione di omaggio a Mladic», si legge nell'atto presentato da Maurizio Canetta e co-firmatari.

«Siamo perfettamente coscienti del fatto che né il governo né tantomeno il parlamento hanno facoltà di intervenire, trattandosi di un evento privato organizzato dall’UEFA. Nondimeno la responsabilità organizzativa è del FC Lugano e la sicurezza deve essere garantita dalle nostre forze dell’ordine. Un episodio grave come quello accaduto a Belgrado sarebbe altamente negativo per l’immagine del Lugano e di Lugano, che si troverebbero al centro di un episodio destinato, se accadesse, a diventare virale ed essere diffuso sul piano internazionale».

Non solo. «Si tratterebbe inoltre di un insulto pesante per le vittime di quei massacri e per tutte le persone che la Svizzera e il Ticino hanno accolto in seguito alla guerra nella ex-Jugoslavia e alla persecuzione subita dai musulmani di Bosnia». Motivo per cui al governo viene chiesto in primo luogo «quali misure intendono prendere le forze dell’ordine per impedire che striscioni o cori di sostegno a un criminale condannato dalla corte dell’Aja come Mladic vengano esposti e gridati» e se «sono pronte le nostre forze dell’ordine e il servizio di sicurezza dello stadio a far fronte a una situazione simile». Eventualmente con controlli accentuati in occasione della partita.

Infine, viene chiesto al governo se le forze dell'ordine ticinesi sono in contatto «con gli organismi del calcio europeo o con altre forze dell’ordine ─ come la fedpol ─ per avere informazioni su movimenti e identità dei tifosi della Stella Rossa che hanno inscenato la manifestazione pro-Mladic».

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