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UBS-Consiglio federale, Ermotti avverte: «Così aumentano i costi per l'economia svizzera»

Il gruppo bancario avverte che le misure discusse potrebbero rendere meno competitiva la piazza finanziaria elvetica rispetto ad altri centri internazionali.
UBS-Consiglio federale, Ermotti avverte: «Così aumentano i costi per l'economia svizzera»
TiPress (archivio)
Fonte Ats/linkedin
UBS-Consiglio federale, Ermotti avverte: «Così aumentano i costi per l'economia svizzera»
Il gruppo bancario avverte che le misure discusse potrebbero rendere meno competitiva la piazza finanziaria elvetica rispetto ad altri centri internazionali.

ZURIGO - UBS riconosce il lavoro svolto dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) in merito ai nuovi requisiti patrimoniali per la grande banca, ma esprime un parere negativo sulla proposta concreta: essa comporterebbe infatti un notevole aumento dei costi a carico dell'azienda, argomenta il gruppo.

Le raccomandazioni della CET-S obbligherebbero la banca a costituire capitale Tier 1 aggiuntivo per circa 13 miliardi di dollari (10 miliardi di franchi), che potrebbe essere coperto da capitale AT1, si legge in un comunicato diffuso oggi. A ciò si aggiungerebbero i 2 miliardi supplementari di capitale CET1 che la società deve detenere a causa delle modifiche a livello di ordinanza annunciate dal Consiglio federale.

Inoltre, come già noto, dall'acquisizione di Credit Suisse UBS deve avere capitale CET1 aggiuntivo pari a circa 15 miliardi di dollari, in conformità con le norme vigenti. Complessivamente l'istituto dovrebbe quindi costituire circa 30 miliardi di dollari di capitale Tier 1. Allo stesso tempo però le modifiche a livello di ordinanza annunciate all'inizio di quest'anno dovrebbero comportare, a livello di gruppo consolidato, un alleggerimento di 4 miliardi di capitale CET1.

La competente commissione degli Stati propone di dotare le filiali estere di UBS per il 50% di capitale primario di classe 1 (CET1) e per il 50% di obbligazioni AT1. Il Consiglio federale, dopo il crac di Credit Suisse, aveva invece suggerito una copertura integrale con CET1. L'attuale regime prevede il 45% di CET1 e il 15% di AT1.

Il parere di Ermotti
Secondo UBS la CET-S ha tenuto conto di fatti e contesti importanti nell'elaborazione delle proprie raccomandazioni. Insieme a una serie di altre misure normative tali requisiti aumenterebbero però ulteriormente i costi di finanziamento per la piazza finanziaria svizzera e l'intera economia elvetica: e questo in un contesto internazionale in cui altri importanti centri stanno al contrario semplificando e snellendo i propri quadri normativi per le banche, mette in guardia l'entità guidata da Sergio Ermotti.

«Apprezziamo gli sforzi della commissione volti a valutare alternative alle proposte estreme del Consiglio federale», si legge inoltre in un post su LinkedIn del CEO di UBS. Viene anche menzionato positivamente il fatto che la CET-S intenda allineare maggiormente gli strumenti AT1 elvetici alla prassi internazionale, migliorandone così la capacità di assorbimento delle perdite in una fase iniziale della crisi.

Ermotti e il presidente del consiglio di amministrazione Colm Kelleher si sono inoltre già rivolti ai collaboratori con lo stesso messaggio. Nei prossimi mesi il dibattito pubblico dovrebbe rimanere intenso, si legge nella comunicazione. La dirigenza «continuerà a garantire che UBS contribuisca in modo costruttivo al dibattito».

UBS: «La nostra posizione rimane invariata»
«Sosteniamo le misure regolamentari che rafforzano la stabilità finanziaria, a condizione che siano mirate, proporzionate e allineate a livello internazionale, e che affrontino le cause profonde del crollo del Credit Suisse.
Riteniamo che stabilità finanziaria e competitività possano e debbano andare di pari passo. Misure che vadano significativamente oltre gli standard internazionali rischiano di danneggiare UBS, il centro finanziario svizzero e l'economia nel suo complesso. Il nostro impegno nei confronti dei clienti, la nostra strategia, il nostro modello di business globale e la nostra posizione di banca globale di successo rimangono inalterati».

Ermotti/linkedin

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