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LUGANO

Una siringa sul muretto accende la preoccupazione

L'episodio in via Brentani. E poi segnalazioni fuori dalla zona del Parco Ciani. Valenzano Rossi: «Rischi molto seri, dobbiamo continuare a occuparcene».
Una siringa sul muretto accende la preoccupazione
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Una siringa sul muretto accende la preoccupazione
L'episodio in via Brentani. E poi segnalazioni fuori dalla zona del Parco Ciani. Valenzano Rossi: «Rischi molto seri, dobbiamo continuare a occuparcene».

LUGANO - Una siringa abbandonata su un muretto in via Brentani, nei pressi della fermata del bus, riporta l’attenzione sul tema della convivenza tra la scena aperta della droga del Parco Ciani e il contesto urbano circostante. All’immagine, inviata da un lettore, si aggiungono alcune segnalazioni di movimenti sospetti anche fuori dalle aree note del consumo, come al Tassino o nel parchetto di via Rodari.

La domanda che ci si pone è quale sia l’approccio adottato dalla Città per affrontare questa problematica. Solo pochi giorni fa, nella risposta a un’interrogazione presentata da Lukas Bernasconi e altri cofirmatari, la Città affermava di aver avviato gli approfondimenti necessari per valutare la realizzazione di una "stanza del consumo", seguendo l’esempio di città come Coira e San Gallo.

«Rischi molto seri, dobbiamo continuare a occuparcene»
L’intenzione viene confermata anche dalla capo Dicastero sicurezza, Karin Valenzano Rossi: «Il tema della droga e, soprattutto, i rischi di episodi di violenza e criminalità ad essa correlati sono molto seri e dobbiamo continuare a occuparcene, anche avvalendoci di strumenti e mezzi che hanno già dimostrato la loro efficacia in altre realtà urbane, come appunto la stanza del consumo. Intendiamo quindi approfondire le esperienze delle altre città per valutare la fattibilità di un simile progetto anche a Lugano».

«Un luogo per il contenimento del danno»
I vantaggi, assicura, sarebbero molteplici: «Permetterebbe di prendersi cura delle persone fragili, di intervenire in modo incisivo contro chi approfitta in modo criminale della fragilità altrui e di ridurre o contenere la scena aperta. Si tratta di strumenti che perseguono la strategia di contenimento del danno e che, nelle grandi città svizzere, sono operativi da anni con risultati positivi».

«Non sembrerebbe una siringa atta a quell'uso»
Per quanto riguarda la siringa abbandonata, la Municipale ritiene che potrebbe non essere collegata al consumo di stupefacenti: «Mi sono consultata con degli addetti ai lavori e non sembrerebbe una delle siringhe solitamente utilizzate a tale scopo, semmai per la somministrazione di medicamenti. Non dedurrei, quindi, dalla presenza di questa siringa l’esistenza di una scena aperta in via Brentani».

«Monitoriamo anche fuori dal Parco Ciani»
Sul consumo in altri luoghi, «alla Città non risulta che al Tassino vi siano situazioni evidenti, pur non potendo escludere episodi isolati». Il parchetto di via Rodari, conclude Valenzano Rossi, «si trova invece nelle immediate vicinanze dell’antenna di bassa soglia Ingrado e sappiamo che talvolta alcuni utenti di Ingrado vi sostano. Non necessariamente per consumare. Lo spazio è privato, ma la polizia lo monitora e presidia regolarmente».

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