«È stato completamente spazzato via»: il dramma del Nepal e la solidarietà dal Ticino

Mani per il Nepal ha raccolto 40mila franchi in appena sei giorni. Foletti: «Difficile determinare le reali dimensioni della tragedia»
SAVOSA - Ben 40mila franchi in appena sei giorni.
Foletti: «Si pensa in primo luogo ad abiti caldi»
È la somma raccolta da Mani per il Nepal grazie alla generosità di molti ticinesi a favore della popolazione colpita dalla terribile inondazione che ha travolto le vallate dell’Himalaya. «I fondi sono già stati in parte inviati o verranno trasferiti in Nepal al nostro referente Dawa Sherpa - spiega Daniele Foletti, presidente onorario dell’associazione ticinese -. I responsabili della zona di Rasuwa sono in contatto con il nostro referente e presenteranno le richieste per acquistare il materiale necessario a far fronte ai bisogni più urgenti. Si pensa in primo luogo ad abiti caldi, considerando la stagione invernale che si sta avvicinando».
L’ondata di piena che ha colpito il Nepal ha travolto tutto lungo un tratto di circa 60 chilometri. «Secondo Dawa Sherpa e le informazioni raccolte tra la popolazione locale - continua Foletti - circolano stime ufficiose secondo cui sarebbero almeno 15’000-20’000 le persone delle quali al momento non si hanno notizie».
«Difficile determinare le reali dimensioni della tragedia»
Foletti sottolinea tuttavia che si tratta di cifre non confermate e destinate a cambiare sensibilmente quando sarà possibile raggiungere le aree isolate e verificare la situazione sul terreno. Un quadro più preciso dell’entità della tragedia potrebbe emergere soltanto nelle prossime settimane. «Resta difficile, stando a quanto riferito, determinare le reali dimensioni della tragedia. Nella regione si avverte inoltre un forte odore: la corrente avrebbe trascinato via anche centinaia di animali di grossa taglia, in particolare bufali».
Tra le località colpite c’è Syabrubesi, un villaggio che contava 2’271 abitanti e 621 economie domestiche. «È stato completamente spazzato via - aggiunge Foletti -. La località rappresenta un importante punto di passaggio sia per i turisti internazionali diretti nella regione del Langtang, sia per numerosi nepalesi che si recano in Tibet. Questi ultimi viaggiano spesso in gruppi familiari senza appoggiarsi ad agenzie, circostanza che rende più difficile rintracciarli». Per Foletti, subito dopo l’alluvione il Governo nepalese non avrebbe accettato aiuti operativi sul posto da parte di Paesi maggiormente attrezzati per recuperare le persone intrappolate nel fango.
Gli ultimi aggiornamenti ufficiali
È salito a 1204 il numero delle persone morte nelle inondazioni che hanno colpito il Nepal, mentre quelle disperse sono adesso 4'216: lo ha affermato mercoledì sera l'autorità nepalese per la gestione dei disastri. Precedentemente, le autorità nepalesi avevano riferito di 1114 persone morte e 3916 disperse.
Secondo l'agenzia di stampa Afp, tenendo conto del bilancio ufficiale della situazione in Tibet, in totale almeno 1225 persone sono morte a causa delle inondazioni del 26 agosto mentre 4757 risultano disperse.
Rischio epidemie
Dopo la devastante alluvione, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) mette in guardia dal rischio di epidemie. La presenza di numerosi sfollati in spazi ristretti, insieme alle inondazioni e all'acqua stagnante, aumenta il rischio di diffusione di malattie infettive, ha dichiarato un portavoce a Ginevra.



