Quando i ponti cambiano la vita di un’intera valle

Le infrastrutture realizzate con il contributo della comunità favoriscono lo sviluppo delle aree nepalesi più isolate. La testimonianza di Mani per il Nepal
Le infrastrutture realizzate con il contributo della comunità favoriscono lo sviluppo delle aree nepalesi più isolate. La testimonianza di Mani per il Nepal
LUGANO - «Per il primo ponte, realizzato nel 2018, le bobine dei cavi furono trasportate da tre muli che procedevano affiancati per distribuire il peso. Per quelli successivi, i cavi sono stati srotolati e trasportati tramite vere e proprie catene umane fino al luogo della costruzione».
Siamo nella valle del Makalù, una delle aree più remote e povere del Nepal. Qui l’isolamento estremo e la carenza di infrastrutture rendono la vita quotidiana e l’agricoltura particolarmente difficili per le comunità locali.
I ponti, essenziali per la popolazione locale
In questo contesto, i ponti sono fondamentali. Lo sa bene Lara Ambrosetti-Giudici, coordinatrice di Mani per il Nepal: l’associazione ticinese ne ha costruiti sei. «In queste vallate - spiega - non esistono strade: all’ingresso della regione arrivano alcune piste sterrate, ma poi ci si muove esclusivamente lungo sentieri che attraversano fiumi e vallate laterali. I ponti diventano quindi infrastrutture essenziali per collegare i villaggi, facilitare gli spostamenti di persone e aminali, e garantire il trasporto di merci».
Dopo il devastante sisma del 2015, l’azione dell’associazione - che si occupa prevalentemente di raccogliere fondi da destinare a progetti di pubblica utilità in Nepal (tra i quali anche acquedotti) - si è concentrata soprattutto nella valle del Makalù. «È la regione d’origine dei nostri amici e referenti nepalesi, che ci segnalano i progetti da sostenere e concretizzare. Inoltre è una delle zone più trascurate del Nepal: non è particolarmente sviluppata e nemmeno turistica, nonostante ospiti la quinta montagna più alta della Terra e si possa compiere il trekking verso il suo campo base. Per anni questa regione è rimasta ai margini delle priorità governative e le infrastrutture sono tuttora piuttosto carenti».
Il coinvlgimento degli abitanti
In totale sono stati realizzati ad oggi sei ponti. Il costo medio è di circa 1’000 franchi per metro lineare, ma varia a seconda della posizione. Quando l’infrastruttura si trova in una valle remota, bisogna infatti considerare anche I csoti maggiorati per il trasporto dei materiali per la sua costruzione, effettuato manualmente da portatori locali o con l’aiuto di animali.
«Collaboriamo con un ingegnere locale originario della zona - aggiunge Ambrosetti - che conosce molto bene il territorio e ha le competenze per individuare le zone strategicamente più favorevoli dove costruire i ponti. Un aspetto importante è il coinvolgimento diretto degli abitanti dei villaggi che beneficeranno dell’opera per I lavori di preparazione e trasporto dei materiali necessari. Il prossimo ponte che realizzeremo sarà lungo 65 metri e attraversato da circa 200 persone al giorno: un’infrastruttura davvero fondamentale per la comunità».
Le merci portate a spalla
I benefici, però, non riguardano solo le persone: i ponti vengono attraversati anche dagli animali che trasportano viveri e materiali. In molte aree non esistono negozi veri e propri e gran parte delle merci deve essere portata a spalla o con animali da soma.
«Ricordo, ad esempio, un ponte costruito in una valle laterale del Makalù: il villaggio si trova su un versante, mentre la scuola era dall’altro lato del fiume. Durante la stagione deille pioggie monsoniche, I fiumi si ingrossano notevolmente e i bambini non riuscivano più a raggiungerla in sicurezza. Grazie al ponte, oggi possono frequentare la scuola durante tutto l’anno».
Un ponte è una festa
Infine, Ambrosetti sottolinea un altro aspetto: «Questi progetti generano lavoro per la popolazione locale. Durante la costruzione vengono impiegati abitanti dei villaggi, comprese molte donne, che si occupano della preparazione dei materiali, del trasporto e della raccolta della sabbia necessaria ai lavori. I fondi investiti per il ponte restano quindi in gran parte sul territorio e contribuiscono all’economia locale».
Ogni inaugurazione diventa inoltre un momento di festa per l’intera comunità. «È tradizione organizzare una festa alla quale partecipano con grande entusiasmo tutti gli abitanti, l’ingegnere responsabile del progetto e, quando possibile, anche rappresentanti dell’associazione. Sono occasioni molto sentite che rafforzano i legami tra le persone e valorizzano il risultato raggiunto insieme».






